Sorpresa, ora le aziende assumono i lavoratori anziani

Secondo i dati INPS nel 2016 il 16,3% di tutte le nuove assunzioni è stata di persone oltre i 50 anni. Il nuovo trend vale per tutti i tipi di lavoro, inclusi quelli stagionali o in apprendistato, e il contratto a raggiungere la maggiore percentuale è quello indeterminato con il 19,5%

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4 Maggio Mag 2017 0830 04 maggio 2017 4 Maggio 2017 - 08:30
WebSim News

È l’incubo di tantissimi lavoratori ed è stato alla base dei numerosi provvedimenti presi a vantaggio degli esodati dopo la riforma delle pensioni firmata da Elsa Fornero. Parliamo della possibilità di ritrovarsi a 50-55-60 anni senza un lavoro, essere costretti a cercarlo, a sentirsi rispondere che vengono assunti solo giovani, solo neo-laureati, o 20enni cui applicare l’apprendistato.

I dati Istat diffusi in questi giorni parlano chiaro. Aumento della disoccupazione tra i cinquentenni. Eppure non bisogna sottovalutare un altro dato: I numeri ci dicono che l’assunzione di ultra-50enni non è più un tabù.

I dati resi noti dall’INPS mostrano che nel 2016 il 16,3% di tutte le nuove assunzioni è stata di persone oltre i 50 anni. Si tratta di una percentuale non irrilevante, soprattutto perchè in ogni caso il numero di lavoratori anziani alla ricerca di lavoro è certamente più ridotto di quello di giovani aspiranti se non altro alla prima occupazione.

Dati INPS

Come sempre il dato più importante è rappresentato dal trend, che mostra cosa è cambiato rispetto agli anni passati. Ebbene, le assunzioni di ultra-50enni sono quelle in maggiore aumento rispetto al 2014. È accaduto sia nel 2015, quando abbiamo assistito a un deciso aumento generale delle assunzioni, grazie soprattutto agli sgravi fiscali, sia nel 2016 quando vi è stato un generale rallentamento.

Il numero di over 50 che hanno trovato un lavoro è cresciuto del 22,3% nel 2015 e del 17,8% nel 2016. Il secondo aumento maggiore nelle altri classi di età è quello dei 40-49enni nel 2015. I più giovani, fino ai 24 anni, hanno visto un incremento non superiore al 10% circa in entrambi gli anni, mentre nel 2016 si è avuto un grosso calo del tasso di crescita dei nuovi posti per chi ha tra i 25 e i 49 anni, l’area oggi realmente più critica per l’occupazione.

Dati INPS

C’è di più, i dati visti includono tutti i tipi di lavoro, inclusi quelli stagionali o in apprendistato, ma se prendiamo in esame il principe dei contratti, quello a tempo indeterminato, la proporzione di assunzioni di ultra-50enni aumenta: nel 2016 ha raggiunto il 19,5%, contro il 17,5% dell’anno precedente.

È degno di nota che prendendo chi ha più di 40 anni complessivamente si arriva al 45,8%, era il 42,9% nel 2015. Mentre nel 2016 non si è saliti oltre il 38,4% nei contratti a termine.

Dati INPS

Di fatto il calo delle assunzioni a tempo indeterminato l’anno scorso ha colpito molto di più i più giovani rispetto ai più anziani.

Nel 2016 anzi il segmento degli ultra-50 enni è l’unico che ha visto una significativa crescita di nuovi contratti permanenti, +4,7%, mentre per le altre classi di età in molti casi si è assistito a un calo, come quello del 4% per i 30-39 enni.

Dati INPS

Attenzione, non stiamo parlando di qualcuno che ha già un lavoro.

Sappiamo come la proporzione di occupati più anziani in questi anni sia cresciuta molto. È l’effetto della riforma Fornero e in parte di quelle precedenti: i lavoratori sopra i 50 anni, in grandissima parte a tempo indeterminato, risultano sempre di più.

Tra il 2014 e il 2016 i 50-64 enni sono passati dal 30,9% al 33,1%. E sono cresciuti del 9,2% sul 2014 al contrario dei più giovani.

Dati ISTAT

Dati ISTAT

La maggioranza di questi non ha mai dovuto cercarlo un lavoro negli ultimi anni, rientra nelle statistiche semplicemente perchè non si è ritirato come facevano i loro coetanei di qualche tempo fa.

I dati però oggi ci dicono che una parte maggiore di quel che si immagina di questi occupati è tale perchè ha compilato un CV, risposto ad annunci, sostenuto un colloquio ed infine è stato assunto nonostante la “veneranda” età.

D’altronde la retribuzione media degli assunti a tempo indeterminato nel 2016 è cresciuta da 1891€ a 2008€, il 6,2%. E’ un segno chiaro di una preferenza, in un momento di minore ricorso al contratto permanente, per professionalità più alte, o per personale con esperienza.

È chiaro che è necessario ora un cambiamento culturale che forse però in parte è già in atto.

Se è sempre meno tabù assumete un 50enne specializzato, un manager, un professionista, quello che ci si aspetta, per mettere fine a quel “panico sociale” sulla mobilità lavorativa oltre una certa età, è che lo stesso possa accadere anche per quelle figure con minore specializzazione. D’altronde la fascia delle persone attive più anziane è anche quella con l’istruzione minore.

Quel che è certo è che ancora una volta alcuni stereotipi e spauracchi sul mondo del lavoro, che tanto contribuiscono anche alla determinazione di politiche governative, appaiono molto ridimensionati davanti alla realtà in evoluzione.

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