Quesiti linguistici

Perché si dice “poco di buono”? Risponde la Crusca

La formula compare già nel XVIII secolo col significato di “disonesto, mascalzone” e, se riferito a donna, anche “di dubbia moralità”, frutto del solito, vecchio sessismo della lingua

Crusca

(Flickr/Mr. Connor)

6 Maggio Mag 2017 0830 06 maggio 2017 6 Maggio 2017 - 08:30

Tratto dall’Accademia della Crusca

... poco di buono, un lessema polirematico attestato almeno dal XVIII secolo, con la funzione di aggettivo e, più spesso, di sostantivo, nel significato di 'disonesto, mascalzone' e, se riferita a donna, anche 'di dubbia moralità', frutto del solito, vecchio sessismo della lingua.

In realtà, se a buono si dà il valore di bene, il nesso è assai più antico (è già nel Decameron), ma in questo significato il sintagma è meno o per nulla lessicalizzato. Poco si presenta nella funzione sostantivata dell’aggettivo, col valore neutro di 'piccola quantità', come in un po’. In questo significato poco è solo di forma maschile e singolare, come bello lo è in il bello della diretta, l’imprevedibilità della diretta, diverso da i belli della diretta, le persone belle in essa coinvolte. Poco è l’unico elemento in teoria variabile del composto (di buono è il complemento e non cambia), come lo scemo lo è in lo scemo del villaggio. Solo che scemo può essere modificato secondo numero e genere, mentre poco, nel significato che ha come testa del composto, no.

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