Piano Industria 4.0: le Pmi sono piene di dubbi, una fiera per risolverli

Dal 23 al 25 maggio la fiera dell’automazione Sps Italia, a Parma, avrà uno sportello per rispondere a tutte le domande delle piccole e medie imprese sugli incentivi del “Piano Calenda". L’iperammortamento sui macchinari non è l’unica misura, né forse la più appropriata per le Pmi

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8 Maggio Mag 2017 1605 08 maggio 2017 8 Maggio 2017 - 16:05
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A otto mesi dall’annuncio del Piano Industria 4.0, chiamato anche Piano Calenda, non c‘è ancora traccia di uno dei suoi pilastri: il sistema di “competence center” e “digital innovation hub” che dovrebbero aiutare le piccole e medie imprese a trarre beneficio dal piano e soprattutto a dare una prospettiva strategica agli investimenti, che dal piano sono agevolati. I decreti attuativi dovrebbero essere di prossima pubblicazione, per far partire la macchina serviranno ancora alcuni mesi e i competence center potrebbero vedere la luce prima della fine dell’anno. I principali incentivi del Piano, l’iperammortamento al 250% di macchinari particolarmente avanzati, scadono però (salvo rinnovi) al 31 dicembre 2017 e le imprese - soprattutto che mai hanno fatto investimenti in questi macchinari - si ritrovano piene di domande. Una prima risposta è arrivata nelle scorse settimane con la pubblicazione delle linee guida sul Piano Calenda da parte del ministero dello Sviluppo economico. Sulla base di queste alla fiera dell’automazione Sps Ipc Drives Italia di Parma ci sarà uno speciale sportello chiamato “Pronto 4.0”, pensato proprio per le imprese di dimensioni minori. La manifestazione, arrivata alla sua settima edizione, è organizzata da Messe Frankfurt. Tra i partner c’è Pwc, che curerà lo sportello informativo: ci saranno eventi pubblici e incontri one-to-one di un’ora, da prenotare.

«In base a una nostra indagine su 500 aziende, diffuse dal Nord al Sud Italia, solo il 5% ha detto di non essere interessato agli investimenti agevolati dal Piano», ha detto Ivan Lavatelli, associate partner di Pwc, durante un convegno di presentazione di Sps, ai Chiostri dell’Umanitaria, a Milano. «Il 40% si è detto molto interessato e si sta organizzando internamente. Mentre ben il 55%, pur dichiarandosi molto interessati, deve ancora capire come muoversi». Ciononostante, la stessa indagine ha mostrato come per i prossimi cinque anni due terzi delle aziende intende spendere più del 3% del proprio fatturato in investimenti digitali. Oggi lo fa meno della metà delle imprese.

Per le piccole e medie imprese, nota Giambattista Gruosso, docente di elettronica e automazione al Politecnico di Milano, sarebbe un errore concentrare tutta la propria attenzione al tema dell’iperammortamento dei macchinari. «Conviene guardare anche ad altri incentivi. Quello sulla ricerca e sviluppo è forse il più adatto alle Pmi, perché dura fino al 2020 e permette di catalogare come investimenti in ricerca anche spese interne, naturalmente con una certificazione adeguata. È da valutare anche l’incentivo sul “patent box” (sconto fiscale su marchi e brevetti, ndr)».

«Conviene guardare anche ad altri incentivi. Quello sulla ricerca e sviluppo è forse il più adatto alle Pmi, perché dura fino al 2020 e permette di catalogare come investimenti in ricerca anche spese interne, naturalmente con una certificazione adeguata»

Giambattista Gruosso, Politecnico di Milano

Il Piano Industria 4.0, in ogni caso, sta dando una scossa al settore dei macchinari italiani: Ucimu ha dichiarato una crescita del 22,2% degli ordinativi nel mercato italiano nel primo trimestre del 2017. Mentre Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione, prevede un effetto di rafforzamento di una crescita strutturale già in atto: «Invece di crescere del 3-4%, nel 2017 prevediamo una salita del 6-7% del fatturato del comparto, grazie soprattutto a una spinta maggiore, rispetto all’anno precedente, nella seconda parte dell’anno».

«Le indicazioni che arrivano da questi dati sono di un successo del Piano Calenda superiore alle aspettative», ha detto Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, che ha mostrato come l’interesse si rifletta anche nei numeri della fiera. «Sette anni fa a Sps siamo partiti con 300 espositori. Quest’anno saranno 738 (+10% rispetto al 2016), su 62mila metri quadrati (+20%)».

Come nell’edizione 2016, anche quella di quest’anno avrà una mostra, diffusa, dedicata all’informazione: si chiamerà Know How 4.0 e, attraverso 30 dimostrazioni portate da altrettante aziende, avrà il compito di far capire a tutti i principi e le soluzioni tecniche alla base dell’Industria 4.0. «Quest’anno il tema portante sarà quello della “collaborazione”: quella tra clienti finali e fornitori di tecnologia; ma anche quella tra gli stessi robot industriali», spiega Giambattista Gruosso.

Negli incontri di preparazione della fiera in giro per l’Italia, ha spiegato Francesca Selva, vice president marketing and events di Messe Frankfurt, «siamo stati avvicinati da varie università, per fare cultura tra le Pmi del territorio. Cominceremo dal Forum Meccatronica del 26 settembre di Ancona, che sarà preceduto da un workshop dedicato alle piccole e medie imprese».

Tra i focus di quest’anno ci sarà il tema della “farm 4.0”, cioè dell’automazione applicata all’agricoltura. Tra le tavole rotonde, dedicate al rilancio del manifatturiero in Italia, al settore automotive e alle aziende alimentari e farmaceutiche.

«Il 55% delle imprese è interessato agli incentivi del Piano Calenda ma deve ancora capire come muoversi»

Ivan Lavatelli, associate partner di Pwc

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