Per far fuori Trump l’America si sta suicidando

The Donald avrà passato informazioni riservate (forse). Avrà commesso una sequela di gaffes (senz'altro). Sta di fatto che in Usa è in corso uno scontro di poteri. Che rischia di minare la credibilità non tanto di Trump, quanto della democrazia americana

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HO / RUSSIAN FOREIGN MINISTRY / AFP

16 Maggio Mag 2017 0946 16 maggio 2017 16 Maggio 2017 - 09:46

Può non piacere, ma un’idea sull’affaire Trump ce la siamo fatta. Che ci sia una guerra in corso tra la Casa Bianca e un bel po’ di alti papaveri americani. Che in questa guerra la stampa libera non abbia una posizione di terzietà. Che il vero bersaglio sia il Partito Repubblicano, attualmente maggioranza sia al Congresso sia al Senato, dalle cui primarie è uscito Trump e senza i cui voti non può passare nessun impeachment. Che il climax di questa battaglia raggiungerà il culmine nel momento in cui il Grand Old Party dovrà decidere se mollare il presidente prima delle elezioni di medio termine o morire sotto le macerie della sua popolarità in caduta libera.

Ben più di un matto alla Casa Bianca, quel che più ci spaventa è una superpotenza dilaniata da un conflitto interno tra potere rappresentativo e potere d’apparato. Da un sistema che ha deciso di perdere la sua verginità no matter what per scacciare l’intruso dallo studio Ovale, incurante degli effetti di questa eradicazione forzata sulla credibilità della democrazia americana

Beninteso: tutto questo a prescindere se Donald Trump abbia davvero passato informazioni riservate ai russi, se sia un problema di sostanza o di forma, visto che dell’Isis che vuole colpire gli aerei usando laptop-bomba lo sapevamo già pure noi. E ancora: se questa sia o meno una pratica scorretta - il capo della National Security Agency dice di no, che il presidente può desecretare un informazione quando vuole -, e se tutto questo sia figlio della strategia deliberata da film hollywoodiano, col presidente americano che è contemporaneamente un (maldestro) agente segreto russo, o della leggerezza di un parvenu cui ogni errore viene girato alla stampa per sputtanarlo, e vai a capire se altri siano stati a suo tempo coperti e perdonati.

Ben più di un matto alla Casa Bianca, quel che più ci spaventa è una superpotenza dilaniata da un conflitto interno tra potere rappresentativo e potere d’apparato. Da un sistema che ha deciso di perdere la sua verginità no matter what per scacciare l’intruso dallo studio Ovale, incurante degli effetti di questa eradicazione forzata sulla credibilità della democrazia americana, quasi una religione laica, dall’altra parte dello stagno, né di quanto possano approfittarne altre superpotenze come la Cina o la Russia. Dalla sensazione che questa non sia una parentesi, ma l’inizio di un processo di cui non sappiamo definire né i contorni né gli esiti. Che non ci sia niente per cui stare tranquilli.

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