Performance Strategies, ovvero come avere successo con l’intelligenza emotiva

Il 12 e 13 maggio all'Atahotel Expo Fiera di Milano si è tenuta la terza edizione di “Dritti al sì”, il più importante seminario in Italia dedicato alla vendita e negoziazione attraverso l'intelligenza emotiva. Agli incontri hanno partecipato i due esperti Colleen Stanley e Robert Cialdini

Stanley Performance Strategies 2
16 Maggio Mag 2017 1245 16 maggio 2017 16 Maggio 2017 - 12:45
Osservatorio Non Food 2017

Milano, Atahotel Expo Fiera. In una sala affollatissima, luci basse, e un palcoscenico degno di ogni grande performance, si è svolta nei giorni 12 e 13 maggio la terza edizione di “Dritti al sì”, il più importante seminario in Italia dedicato alla teoria e pratica della vendita e negoziazione attraverso l'intelligenza emotiva riservata ad imprenditori, amministratori delegati, manager, buyer e dipendenti delle più importanti imprese del panorama economico italiano.

Organizzato da Performance Strategies di Marcello Mancini, l'evento ha visto l’adesione di oltre 800 partecipanti, con un target molto vario: la maggioranza con un 30,95% era composta da imprenditori, il 19% da liberi professionisti, per il 14% erano dirigenti e manager, il 12,62% presidenti e amministratori delegati, il 8,45% coach, formatori aziendali e consulenti aziendali, il 7,94% dipendenti e il 7,04 % agenti di commercio e venditori.

A tenere alta l'attenzione dell'audience per tutta la durata dell'incontro del 12 maggio è stata Colleen Stanley, ideatrice dell’Ei Selling System® e autrice del bestseller “Vendere di più con l’Intelligenza Emotiva” (ROI Edizioni), oltre che figura di punta della Top 10 Women in Sales Experts To Follow. L'autrice si è subito presentata con la massima, che sta alla base della sua teoria di vendita e negoziazione: «Una mente confusa non è mai una mente creativa. Se abbiamo la mente intasata saremo sempre dei venditori mediocri». E poi ha precisato: «Per avere una mente efficace ed entrare in empatia con il cliente bisogna trovare il tempo da dedicare a se stessi e fare un reset continuo e quotidiano, tant'è che aziende come Google lo fanno da sempre ed è uno dei motivi del loro grande successo».

L’85% del successo economico di una persona è legato a caratteristiche che non hanno nulla a che fare con la sua preparazione accademica, quanto piuttosto con le sue capacità relazionali, che si sviluppano col passare del tempo attraverso l'educazione familiare, ma anche con la propria predisposizione naturale

L'intelligenza emotiva è riuscita negli ultimi anni a farsi valere in quanto disciplina degna di considerazione, ponendosi sullo stesso livello dell'intelligenza razionale, sulla base della quale si calcola il nostro quoziente intellettivo (QI). A differenza di quest'ultima, l’intelligenza emotiva è una qualità che permette di avere maggior successo in ambito lavorativo, perché permette di gestire le proprie emozioni negative, quali ansia e stress, oltre a migliorare la propria autostima. Come sostiene Preston Ni, docente del Dipartimento di Scienze della comunicazione del Foothill College, nella Silicon Valley, e autore, trainer e coach di aziende come eBay, Microsoft e Visa: «L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone».

Ad essere precisi, la disciplina ha fatto i suoi primi passi vent’anni fa, quando Daniel Goleman, psicologo, scrittore e giornalista scientifico per il New York Times, ne ha divulgato il concetto nel saggio 'Emotional Intelligence'. Da allora il tema continua a fare strada, poiché questo tipo di intelligenza è considerata una chiave determinante per una migliore e più ricca qualità della vita. A confermarlo è una ricerca del Canergie Institute of Technology, in cui si sostiene che l’85% del successo economico di una persona è legato a caratteristiche che non hanno nulla a che fare con la sua preparazione accademica, quanto piuttosto con le sue capacità relazionali. Ma come si sviluppano queste facoltà? «L’intelligenza emotiva è un mix di predisposizione naturale e di educazione che si riceve dalla famiglia», risponde Ni. Inoltre, a differenza del quoziente di intelligenza che resta pressoché invariato per tutta la vita, l’intelligenza emotiva può essere coltivata e rafforzata nel tempo.

Il 13 maggio è stata la giornata del professore americano Robert Cialdini, la massima autorità nel campo della psicologia sociale applicata alla persuasione nonché autore del best seller “Le armi della Persuasione” che ha venduto oltre 3 milioni di copie ed è stato pubblicato in più di 30 lingue. A sancire la sua fama però è stato il suo ultimo libro, “Pre-suasion”, che ha rapidamente scalato le classifiche diventando un bestseller del Wall Street Journal e del New York Times. «La Pre-Suasion aumenta la predisposizione al messaggio ancor prima di averlo recepito» , ha affermato Cialdini. «Un manager sarà efficace se utilizzerà le parole, le situazioni e le immagini giuste per predisporre prima i suoi clienti così da influenzare il loro pensiero prima di chiedergli quello che effettivamente vuole ottenere», ha concluso il professore statunitense.

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