Presto per scrivere su un cellulare non dovremo più toccarlo

La tecnologia contactless fa passi da gigante. E l’idea per renderla praticabile a tutti i livelli comprende l’utilizzo degli ultrasuoni. Hanno rivoluzionato tutte le industrie, mancava solo quella degli smartphone

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DAVID MCNEW / AFP

20 Maggio Mag 2017 0830 20 maggio 2017 20 Maggio 2017 - 08:30
Tendenze Online

Da quando sono stati scoperti, hanno rivoluzionato quasi tutto. Gli ultrasuoni non sono solo uno strumento medico ormai dagli anni ’30: nel giro di un poco meno di un secolo hanno colonizzato ogni settore dell’industria. Da quello igienico sanitario (possono essere utilizzati per uccidere batteri) a quello della plastica, fino a quello dei superalcolici (grazie agli ultrasuonisi può anche invecchiare i brandy in pochi giorni anziché aspettare anni).

Ebbene, ora può cambiare anche il mondo dei cellulari. Come si scrive qui, sarà grazie agli ultrasuoni che potremo avere dei telefoni senza touch-screen. Si potrà digitare numeri e lettere nell’aria e questo movimento sarà letto e interpretato dallo smartphone (molto smart).

In realtà questa tecnologia esiste già. Ad esempio alcuni strumenti – come Microsoft Kinect – riescono a capire la posizione delle mani e delle dita e interpretarla in modo da trasformarla in un comando. Il problema è che muovere le mani nel vuoto non è semplice come premere i pulsanti di una tastiera. Come si fa a individuare il punto esatto, in aria, in cui si sta dando al computer l’istruzione voluta?

Con gli ultrasuoni. L’idea è di creare dei bottoni invisibili in aria che le dita riescono a sentire. Le onde create possono trasformarsi in una piccola forza di resistenza, i polpastrelli le avvertono e le individuano meglio. Anziché agitare le mani nel vuoto, si riesce a premere (in senso quasi reale) qualcosa, simulando nel migliore dei modi una tastiera.

Il mondo dei telefonini sarebbe del tutto diverso: senza tecnologia touch, magari anche a prova d’acqua e in grado di adattarsi ai diversi ambienti (la folla della metropolitana, gli ampi spazi di una gita in barca). E poi c’è anche chi pensa di sviluppare questa idea in modo più esteso, in modo da creare videogiochi “invisibili” che, come per i tasti, si possono toccare nel vuoto. Per non farsi mancare nulla.

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