Tu che sniffi cocaina: stai distruggendo le foreste pluviali

Ettari di foresta centramericana distrutti anno dopo anno, habitat scomparsi, un danno irreversibile. E nemmeno per coltivare le piante di coca: i terreni servono per riciclare il denaro sporco dei narcotrafficanti

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AIZAR RALDES / AFP

24 Maggio Mag 2017 0803 24 maggio 2017 24 Maggio 2017 - 08:03

Le conseguenze della droga: problemi di salute, l’arricchimento della criminalità, la creazione e la persistenza di mercati illegali e paralleli. E poi c’è anche il disastro ambientale.

Secondo una ricerca apparsa su Environmental Letter, gli studiosi hanno collegato la scomparsa della foresta pluviale centramericana alla crescita del traffico di cocaina. Una correlazione non spuria. Ogni anno in Guatemala, in Nicaragua e in Honduras, parte della deforestazione (dal 15% al 30%) è dovuta al traffico di droga.

Una situazione grave: gran parte delle aree colpite, più o meno il 60%, sono proprio quelle protette (o meglio: che dovrebbero essere protette) da leggi nazionali e internazionali, distruggendo ogni tentativo di ristabilire l’ordine naturale e facendo sparire un habitat essenziale per tantissimi animali. Un disastro.

La cosa notevole è che, a differenza di quanto avviene in Colombia, le aree non vengono poi destinate alla coltivazione della coca. Servono ai trafficanti per riciclare denaro sporco: “È la narco-deforestazione”, spiega David Wrathall, uno degli autori della ricerca, “si scopre che eliminare foreste, far sparire gli alberi e creare enormi ranch con tanto di bestiame e allevamento è uno dei sistemi più efficaci per far rientrare in circolo i soldi sporchi”. È una novità, spiega, “perché prima queste cose avvenivano, in modi diversi, nei Caraibi e in Messico”. Ora la guerra alla droga portata avanti dagli Usa “ha costretto i trafficanti a spostarsi più a sud, andando a colpire aree molto più preziose per la biodiversità e la sopravvivenza del pianeta”.

La soluzione? Secondo il ricercatore sarebbe, quasi in via controintuitiva, far diminuire la guerra alla droga, dando nel frattempo alle più forza (e denaro) alle popolazioni indigene, che possano – e soprattutto vogliano, dal momento che diventa remunerativo – prendersi cura delle foreste. Certo, la soluzione migliore sarebbe quella di scoraggiare l’assunzione di cocaina, e cercare di far passare il vizio a chi ce l’ha. Ma vuoi mettere? Il divertimento è molto più importante.

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