L’arma segreta per far ripartire l’economia italiana (e salvare il clima)? Casa vostra

Il patrimonio immobiliare italiano vale quattro volte il Pil, ma si sta svalutando anno dopo anno. Riqualificarlo, vuol dire salvare la ricchezza degli italiani, far lavorare la filiera edilizia, migliorare la qualità dell’aria. E c’è pure un progetto per farlo a costo zero. Cosa aspettiamo?

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1 Giugno Giu 2017 1205 01 giugno 2017 1 Giugno 2017 - 12:05
Tendenze Online

In Italia abbiamo un tesoro e non lo sappiamo: sono 18 milioni di case - il 75% sul totale del nostro immenso patrimonio abitativo - che ha più di quarant’anni. Di queste case, più della metà necessita di interventi di manutenzione. Ancora: quasi nove case su dieci hanno una certificazione energetica peggiore della classe C.

Dobbiamo partire da qua, per capire come può ripartire l’economia italiana, per quattro motivi almeno. Uno: perché se siamo il fanalino di coda dell’Europa per crescita del Pil e occupazione è anche e soprattutto perché si è fermata quella filiera edilizia e immobiliare che nei decenni precedenti aveva trainato tutto quanto. Perché proprio la filiera dell’abitare è il volano perfetto per mettere a sistema tecnologie ancora marginali - dalla stampa 3d all’internet delle cose - che hanno bisogno di un ampio sbocco di mercato per diventare di massa.

Ancora: perché oggi gli italiani hanno un patrimonio abitativo pari a quattro volte il Pil che è in buona parte virtuale, se non viene riqualificato. Sono i dati del rapporto di Cresme e Symbola sulla nuova edilizia a certificarlo: le case ristrutturate immesse sul mercato nel 2016 hanno avuto un valore del 29% superiore a quelle non ristrutturate. Infine, perché riqualificare vuol dire diminuire i consumi di energia, ripulire l’aria, rispettare gli impegni che ci siamo presi a livello europeo e globale sul contenimento del riscaldamento globale.

Gli italiani hanno un patrimonio abitativo pari a quattro volte il Pil che è in buona parte virtuale, se non viene riqualificato. Sono i dati del rapporto di Cresme e Symbola sulla nuova edilizia a certificarlo: le case ristrutturate immesse sul mercato nel 2016 hanno avuto un valore del 29% superiore a quelle non ristrutturate

Questa la diagnosi. La cura l’abbiamo già raccontata su queste pagine e ha un nome olandese. Si chiama Energiesprong ed è un progetto di rigenerazione industriale degli edifici, alle cui mura vengono sovrapposti dei nuovi pannelli in grado di isolare l’edificio a livello termico, di connetterlo ai pannelli solari che vengono posizionati sul tetto e, in definitiva, di rendere l’abitazione produttrice netta, anziché consumatrice, di energia. Il tutto, attraverso un processo industriale che non prevede cantiere, ma la produzione in fabbrica, col risultato che in Germania e Olanda, di fatto, sono in grado di riqualificare due edifici al minuto.

Sembra fantascienza, ma è già realtà. E anche da noi molto si sta già muovendo. Tra i fondatori di Energiesprong Italia, che si racconterà a Riva del Garda il 22 e 23 nell’ambito a Rebuild, evento dedicato all’edilizia 4.0, ci sono realtà come Percassi e Saint Gobain. E un piano per finanziare l’intervento a costo zero, per i privati e per lo Stato, azzerando la bolletta e dando all’impresa riqualificatrice l’equivalente di quel risparmio fino a che non ha coperto il costi.

In poche parole, abbiamo in mano una strategia per far ripartire l’edilizia, innovare le imprese, far crescere il patrimonio immobiliare e migliorare l’aria che respiriamo. Il tutto a costo zero. Visto che tra poco saremo in campagna elettorale, forse vale la pena di pensarci.

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