La strage di Londra e la jihad dei folli che non possiamo combattere

La guerra dei camion e dei coltelli è una minaccia ancor più pericolosa degli attacchi con le bombe, perché non la possiamo prevedere. Siamo bersagli mobili, in ogni giorno e in ogni luogo. Non sappiamo che impatti avrà tutto questo. Per ora possiamo solo piangere i morti e avere paura

Londra attacco 3 giugno

Persone soccorse dopo l’attacco a London Bridge del 3 giugno 2017

Chris J Ratcliffe / AFP

4 Giugno Giu 2017 0908 04 giugno 2017 4 Giugno 2017 - 09:08

Sei morti e almeno quarantotto feriti a Londra, colpita - ancora - da un attacco a base di autoveicoli e coltelli. Mille feriti, di cui cinque gravi, a Torino, in una piazza San Carlo gremita per assistere su un maxischermo alla finale di Champions League, a causa di un falso allarme bomba che ha scatenato il panico. Due facce della medesima medaglia, nell’ennesimo weekend di paura in Europa. Due eventi che, visti assieme, raccontano perfettamente quale sia e contro chi sia la guerra che stiamo nostro malgrado combattendo.

Ci sono ormai due distinte tipologie di attentati, in Europa. Quella di Londra, del furgone modello Nizza che falcia la folla a London Bridge e dei tre uomini che hanno continuato la loro corsa accoltellando quante più persone possibili prima di essere colpiti a fuoco dalla polizia. E quella di Manchester, attacco pianificato con obiettivi precisi e terroristi in grado di reperire e usare materiale esplosivo. Quest’ultima tipologia di attentati può fare danni enormi, ma la puoi prevedere e combattere. Puoi presidiare eventi a rischio, monitorare gli spostamenti di soggetti radicalizzati, puoi raccogliere segnalazioni, decidere di arrestarli, sgominare cellule, impedire che si spostino in Siria o in Libia per essere arrestati, finanche bombardare Raqqa per colpire il cuore strategico di questi attacchi, o smettere di vendere armi ai regimi che fiancheggiano il terrore, Arabia Saudita in primis.

Un attacco come quello di Londra, invece, non puoi nemmeno prevederlo. Potenzialmente, chiunque potrebbe svegliarsi una mattina, impugnare il coltello per tagliare il pane e mettersi alla guida della sua auto e decidere di fare una strage. Ogni luogo, ogni ora, ogni occasione può essere quella buona per colpire. Chiunque, ovunque, può essere bersaglio. Una selezione casuale, che avviene attraverso meme e gif animate che accendono gli istinti di folli e disadattati, senza strategia né pianificazioni, carne da cannone del nuovo esercito di Allah, come fosse Blue Whale o qualunque altro fenomeno virale online.

Per quanto faccia meno morti e meno danni, la guerra dei folli, dei camion e dei coltelli è una minaccia ancor più pericolosa. Perché è l’idea di essere bersagli mobili, in ogni giorno, ogni luogo, ogni ora, e che nessuno possa proteggerci da un pazzo che ci falcia mentre attraversiamo la strada o che ci accoltella mentre stiamo bevendo una birra che crea quella psicosi collettiva che chiamiamo terrore. La medesima che ha prodotto - senza bombe, né van, né coltelli, ma con un petardo che fa cedere una transenna - i seicento feriti di piazza San Carlo a Torino.

Non abbiamo nemmeno precedenti storici cui fare riferimento, di fronte a questa minaccia postmoderna, figlia della nostra epoca, della viralità della comunicazione, della possibilità di generare connessioni e meccanismi emulativi a livello globale, attraverso internet e i social network. Non sappiamo come impatterà sulle scelte politiche - a partire dalle elezioni dell’8 giugno nel Regno Unito - non sappiamo se e come sarà in grado di innescare una vera e propria guerra, se un giorno di questa anarchica jihad dei folli scopriremo il senso, la strategia. Nel frattempo, possiamo solo piangere i morti e avere paura. E no, non è un bel vivere.

Un attacco come quello di Londra non puoi prevederlo. Chiunque potrebbe svegliarsi una mattina, impugnare il coltello per tagliare il pane e mettersi alla guida della sua auto e decidere di fare una strage. Ogni luogo, ogni ora, ogni occasione può essere quella buona per colpire. Chiunque, ovunque, può essere bersaglio

Potrebbe interessarti anche