La volatilità nei mercati: perché è così importante per chi investe

Quando c’è una volatilità elevata ci saranno variazioni di prezzo più marcate. Si potrebbe pensare che la volatilità di un titolo indichi il livello di rischio a esso associato. Questo non è errato ma è solo parte della storia

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La volatilità non necessariamente meno volatilità si associa a un risultato migliore. Ma ha a che fare con la nostra pazienza

DANIEL ROLAND / AFP

9 Giugno Giu 2017 1412 09 giugno 2017 9 Giugno 2017 - 14:12
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La volatilità è uno dei concetti di base della finanza ma non sempre le sue implicazioni sono chiare a tutti i risparmiatori. Cominciamo dalla definizione: la volatilità misura l’intensità delle variazioni subite da un titolo in un determinato periodo di tempo. In altre parole la volatilità indica la variazione percentuale del valore di un titolo o un portafoglio: è una misura dell’intensità dell’oscillazione del suo valore. A una volatilità elevata corrisponderanno variazioni di prezzo più marcate, mentre a una bassa volatilità corrisponde un andamento del prezzo più docile.

Si potrebbe pensare che la volatilità di un titolo indichi il livello di rischio a esso associato. Questo non è errato ma è solo parte della storia. Di certo possedendo un titolo più volatile ti esponi di più alle oscillazioni del suo valore. Questo vuol dire che per mantenerlo nel tempo dovrai essere pronto a sopportare un andamento più scostante. E non tutti sono pronti a vedere il valore del proprio portafoglio andare su e giù allo stesso modo. Ma meno volatilità è meglio?

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Attenzione: non necessariamente meno volatilità si associa a un risultato migliore

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