Oggi il nickname non serve più, creati un profilo online professionale

Chi si è costruito l’identità in rete ai tempi di IRC e della rete anonima dei nick e delle personalità fittizie può avere qualche problema di adattamento alla rete post-Facebook. Se si vuole avere una chance su internet oggi bisogna crearsi un profilo online professionale

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12 Giugno Giu 2017 1411 12 giugno 2017 12 Giugno 2017 - 14:11
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Ridendo e scherzando, Internet in Italia ha già compiuto una ventina d’anni. Ci sono adulti, in giro, che non ricordano la vita senza; che forse non hanno mai vissuto una vita senza. E ci sono altrettanti adulti, in giro, che sono arrivati in rete nel momento dell’impeto giovanile, quello in cui il canto di un modem 56k apriva mondi lontanissimi. Chat in html in cui parlare con gli americani e i neozelandesi, siti con i frame che si caricavano un pezzo alla volta, i primi forum.

Chi ha vissuto quel periodo è un reduce, un sopravvissuto, un veterano. E come tutti i veterani, porta le cicatrici della sua battaglia: chi si è costruito l’identità in rete ai tempi di IRC e della rete anonima dei nick e delle personalità fittizie (a volte doppie e triple) può avere qualche problema di adattamento alla rete post-Facebook, quella dei nomi e cognomi e dei profili che diventano parte della nostra identità pubblica. Dalla rete piratesca e hobbistica degli anni ‘90 siamo passati a quella professionale del 2017, in cui nonni, genitori e datori di lavoro possono giudicarci anche da come ci presentiamo al mondo. Per chi non sapesse da dove cominciare, ecco alcune linee guida.

  1. Addio Pallino87, benvenuto nome.cognome
    La cosa più importante la mettiamo all’inizio. In Microservi di Douglas Coupland, il romanzo che raccontava la nascita della tech culture in California, uno dei personaggi teorizzava che i nomi dominio delle mail sarebbero diventati i nuovi cognomi: AOL, Hotmail, Yahoo, sarebbero diventati gli identificativi delle tribù digitali. Non è andata proprio così e quei domini sono diventati praticamente vintage, ma quello che conta nella presentazione al prossimo è il nome utente. Di recente mi è capitato di passare a un collega di redazione l’indirizzo di una mia conoscenza, che invece di un professionalissimo nome.cognome portava ancora il suo nick in rete del 1998. Considerate l’ipotesi di creare un indirizzo e-mail che non vi metta in imbarazzo con potenziali datori di lavoro.

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