Padroni troppo irresponsabili: la Cina adotta la politica del "cane unico"

Ci sono troppi cani lasciati a se stessi, i padroni non rispondono delle loro azioni (e degli incidenti che provocano) e così l’amministrazione ha adottato un provvedimento durissimo: un padrone, un cane

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Johannes EISELE / AFP

13 Giugno Giu 2017 1114 13 giugno 2017 13 Giugno 2017 - 11:14

Troppi cani, troppo pericolosi e con padroni troppo distratti. Così in alcune città della Cina si è deciso di adottare misure restrittive di un certo livello (e di una certa tradizione): la politica del “cane unico”. Succede a Qingdao, nella provincia dello Shandong, dove la direttiva è severissima: nessuno può possedere più di un cane da compagnia. E in più hanno stilato una lista delle 40 razze più rischiose (ad esempio i pitbull e i dobermann), il cui possesso è proibito senza deroghe.

I padroni sono avvertiti: devono registrare il proprio cane (con autorizzazione dello Stato) altrimenti rischiano una multa che si aggira sui 250 euro. Chi ne ha più di uno dovrà registrarli entrambi, dimostrando che è entrato in possesso del cane in sovrannumero prima della legislazione.

Non solo. Chi possiede un cane che rientra tra le razze pericolose, dovrà dimostrare alle autorità di essere in grado di tenerlo a bada. Gli amministratori si prenderanno anche la briga di valutare il grado di pericolosità dell’animale. Se appare eccessivo sarà confiscato. E al padrone non resterà che piangere (o allungare qualche mazzetta).

Una legge rigidissima. Chi si trova a possedere un cane in più e nemmeno vaccinato, lo dovrà consegnare ai canili municipali. Oppure trasferirlo in qualche provincia dove le leggi sono più morbide. A Qingdao, almeno per questo periodo, non è più aria. Si sono verificati troppi incidenti negli ultimi tempi, con tanto di feriti e di cani non identificati. Serve il pugno duro, e gli utenti dei social approvano: i padroni diventino più responsabili. E quasi nessuno mette in discussione la blacklist delle razze pericolose.

Il tutto in un Paese, la Cina, dove si stima che gli animali da compagnia dichiarati (per cui chissà quanti sono davvero) tocca quote altissime. Circa 100 milioni, di cui il 62% sono cani. E il 19% gatti.

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