Sveglia! Il Movimento Cinque Stelle è di destra (e l’alleanza con la Lega è già realtà)

Ius soli e migranti, ma non solo. È da anni che leghisti e grillini la pensano allo stesso modo su tutto, dall’economia alla politica estera, sino ai diritti civili. Piccola cronistoria di un amore, che dovremmo smettere di far finta di non vedere

Salvini Grillo

Emmanuel DUNAND, Andreas SOLARO / AFP

Emmanuel DUNAND, Andreas SOLARO / AFP

15 Giugno Giu 2017 1029 15 giugno 2017 15 Giugno 2017 - 10:29

Fosse solo l’astensione dei grillini alla legge sullo ius soli, o le intemerate securitarie di Raggi e Grillo, o le convergenze evocate dal cittadino Carlo Sibilia o i presunti incontri segreti tra Matteo Salvini e Davide Casaleggio. Fossero solo le ultime settimane, insomma, o i sondaggi che li dipingono come la più accreditata tra le maggioranze parlamentari, a proiettare in un prossimo futuro l’alleanza di governo tra Lega Nord e Movimento Cinque Stelle. Fosse solo questo.

La realtà è che la liaison tra le due anime del populismo italiano, a dispetto delle scaramucce a uso e consumo di giornali e militanti, è già realtà da parecchio tempo. Meglio ancora: è già da tempo che il Movimento Cinque Stelle ha virato la prua verso destra, avvicinandosi giorno dopo giorno, proposta dopo proposta, voto dopo voto, a posizioni da destra sociale.

Non era sempre stato così, intendiamoci. Il Movimento Cinque Stelle, alla sua nascita, è tutto fuorché una forza politica di destra. Nasce per combattere il regime berlusconiano e la sostanziale acquiescenza del Partito Democratico (pidimenoelle) al medesimo, sposa battaglie ecologiste, pacifiste e libertarie come quelle portate avanti dai partiti pirati del nord Europa, si porta in piazza i giovani No Tav e quelli dei centri sociali, guadagnandosi il plauso e il megafono dell’intellighenzia manettara di sinistra, da Repubblica al Fatto Quotidiano, quella che avrebbe voluto Berlusconi dietro le sbarre. Non è un caso che l'evento principale del Vaffanculo Day dell'8 settembre 2007 - vera pietra angolare del Movimento - si tenga a Bologna, la Rossa. E sia successivo alla candidatura negata di Beppe Grillo a segretario del Partito Democratico, col corollario dell’infelice profezia di Piero Fassino.

Poi le cose cambiano. Non si capisce se per opposizione al Pd, o perché Berlusconi lascia Palazzo Chigi, o perché è il mondo a cambiare. Arriva Mario Monti e il Movimento che voleva tagliare sprechi e spese, che gridava “Germania, invadici!” dalle colonne di Die Zeit fiuta il vento e mentre Bersani e Berlusconi sono costretti a sostenere Monti, i suoi tagli e le sue patrimoniali, inizia a proporsi come forza anti-austerità, anti-Europa, anti-banche. Paradossalmente, l’allure piratesca degli esordi, si trasforma in una difesa del primato della politica contro il turbocapitalismo finanziario e le burocrazie tecnocratiche, cui le forze di sistema - soprattutto il Pd, chi se no? - sono complici. Da qui la scelta, non casuale, di allearsi con l’Ukip di Nigel Farage in seguito alle elezioni europee del 2014.

Entrambi i movimenti hanno esultato per la Brexit, non si sono stracciati le vesti quando Trump ha vinto le presidenziali americane, hanno spesso rimarcato le ragioni di Vladimir Putin. Entrambi vogliono il referendum per l’uscita dell’Italia dall’Euro. Entrambi hanno votato contro le unioni civili in Parlamento. Entrambi non voteranno a favore dello ius soli per i bambini stranieri nati in Italia

Un percorso e una visione del mondo, se ci pensate, del tutto analoghe a quelle leghiste. Entrambi i movimenti hanno esultato per la Brexit, non si sono stracciati le vesti (eufemismo) quando Trump ha vinto le presidenziali americane, hanno spesso rimarcato le ragioni di Vladimir Putin nel Donbass e in Medio Oriente, perché «la politica internazionale ha bisogno di uomini forti». Entrambi vogliono il referendum per l’uscita dell’Italia dall’Euro. Entrambi hanno votato contro le unioni civili in Parlamento (e a far scalpore è stato proprio il voltafaccia grillino, visto che in un primo momento il Movimento era addirittura a favore dei matrimoni omosessuali). Entrambi non voteranno a favore dello ius soli per i bambini stranieri nati in Italia. Entrambi sostengono che le organizzazioni non governative che svolgono operazioni di salvataggio dei migranti nel canale di Sicilia siano conniventi con gli scafisti. Entrambi ritengono che l’Italia non adotti politiche di presidio costiero per permettere alle cooperative di fare affari col “nuovo oro nero” (copyright Beppe Grillo).

Ancora: sono entrambi movimenti protezionisti, a difesa del mondo della piccola e media impresa, che entrambi idealizzano. Entrambi sono allergici ai professoroni e ai moderatini (copyright Salvini) e più in generale alle élite intellettuali, serve del capitalismo e dei poteri forti. Entrambi sono movimenti laici - anzi, la Lega a un certo punto era addirittura pagana: ricordate il Dio Po e le leggende celtiche - che strizzano l’occhio ai valori cristiani, la Lega, in opposizione alla minaccia islamica. Il Movimento, usando San Francesco per sbandierare il suo pauperismo anti-capitalista. Entrambi, infine, hanno un rapporto complicato con la scienza: entrambi hanno sostenuto la causa di Vannoni e del metodo Stamina, entrambi sono contro l’obbligo vaccinale, buon ultimo il leghista Luca Zaia, presidente della regione Veneto, che l’ha respinto al mittente definendolo dannoso.

C’è una sola cosa che le differenzia, a ben vedere, ed è un ulteriore punto a favore dell’alleanza populista: la Lega esiste solo al Nord, Il Movimento è molto forte nel Mezzogiorno. Una complementarietà, chissà quanto voluta, che rischia di fare sfracelli, alle prossime elezioni. Soprattutto se facciamo finta che questa convergenza non esista.

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