Maturità, versione di latino: Seneca e il valore della filosofia

In ogni circostanza, per avere una vita regolata e sicura, la filosofia è l’unica risposta. Senza lasciarsi travolgere da qualche scettico, che vede tutto già scritto da un dio o affidato al caso: la filosofia può sempre servire. Insegna a sopportare il futuro e a seguire le volontà del caso

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Martino Altomonte, Morte di Seneca (Wikimedia Commons)

22 Giugno Giu 2017 0917 22 giugno 2017 22 Giugno 2017 - 09:17

Non est philosophia populare artificium nec ostentationi paratum; non in verbis sed in rebus est. Nec in hoc adhibetur, ut cum aliqua oblectatione consumatur dies, ut dematur otio nausia: animum format et fabricat, vitam disponit, actiones regit, agenda et omittenda demostrant, sedet ad gubernaculum et per ancipitia fluctuantium derigit cursum.

Sine hac nemo intrepide potest vivere, nemo secure; innumerabilia accidunt singulis horis quae consilium exigant, quod ab hac petendum est. Dicet aliquis: "Quid mihi prodest philosophia, si fatum est? Quid prodest, si deus rector est? Quid prodest, si casus imperat? Nam et mutari certa non possunt et nihil praeparari potest adversus incerta, sed aut consilium meum occupavit deus decrevitque quid facerem, aut consilio meo nihil fortuna permittit".

Quidquid est ex his, Lucili, vel si omnia haec sunt, philosophandum est; sive nos inexorabili lege fata constringunt, sive arbiter deus universi cuncta disposuit, sive casus res humanas sine ordine inpellit et iactat, philosophia nos tueri debet. Haec adhortabitur ut deo libenter pareamus, ut fortunae contumaciter; haec docebit ut deum sequaris, feras casum.

La filosofia non è un’arte di tipo popolare, né si presta a essere ostentata. Non è fatta di parole, ma di azioni. E non si pratica la filosofia per passare il tempo in modo divertente, o per togliere un certo disgusto legato all’inattività. La filosofia forma e struttura l‘animo, ordina la vita, regola le azioni, mostra ciò che va fatto e ciò che va tralasciato. Siede al timone e, tra le ondate dei marosi dà la rotta dei naviganti.

Senza filosofia nessuno può vivere con sicurezza, né con fermezza. Ogni momento accadono tantissime cose che esigono suggerimenti, e questi vanno chiesti alla filosofia. Qualcuno dirà: "Ma che bene mi porta la filosofia, se esiste il fato? A cosa serve, se il divino decide tutto? A che giova, se il caso predomina? Non si possono cambiare decisioni già prese né ci si può premunire di fronte a quelle ancora incerte. O un dio ha prevenuto la mia decisione e ha stabilito quello che dovessi fare, oppure la sorte non permette nulla al mio giudizio".

Sia che sia vera una di queste possibilità, Lucilio, o sia che siano vere entrambe, bisogna comunque dedicarsi alla filosofia. Sia nell’eventualità in cui il Fato ci tenga legati con la sua legge inesorabile, sia in quella in cui un dio, arbitro di tutte le cose, abbia già disposto ogni situazione, e sia in quella in cui il Caso, senza alcun ordine, spinga e smuova le faccende umane, la filosofia dovrà tutelarci. Ci incoraggerà ad obbedire volentieri al dio, e con riluttanza alla sorte. Ci insegnerà come seguire la divinità e sopportare il caso.

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