Come un capo inadeguato può influenzare il lavoro di tutti

Con l'arrivo del caldo si tende spesso ad essere sempre più intolleranti. Questo avviene anche all'interno dei rapporti di lavoro, non solo tra pari-ruolo, ma anche con i superiori. Come possono i malumori con il capo influenzare il lavoro?

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28 Giugno Giu 2017 1029 28 giugno 2017 28 Giugno 2017 - 10:29
Tendenze Online

Sarà l’estate ma spesso con lo stress accumulato durante l’anno, il caldo che ci appesantisce e il miraggio delle vacanze dietro l’angolo, diventiamo tutti un po’ più intolleranti. Quindi capita che ci si possa infuriare con i colleghi o i superiori per alcune inezie. Può succedere a tutti e spesso si dimentica in fretta. Ma come fare invece quando i malumori e le difficoltà sono ormai costanti? Quando, ad esempio, si ha a che fare con dei capi problematici?

Nel 2011 era uscito un film demenziale intitolato Come ammazzare il capo… e vivere felici, con protagonisti Jennifer Aniston, Kevin Spacey e Colin Farrell nei panni di boss non proprio facili da sopportare. I loro sottoposti, quindi, pianificavano in vario modo di farli fuori per liberarsi da un peso divenuto ormai quotidiano e intollerabile. Ecco, iniziamo già col chiarire una cosa: questo non è l’approccio giusto per affrontare il problema, lasciamolo alle commedie cinematografiche.

Meglio, invece, è analizzare per bene la questione, mettendo bene in chiaro, in primo luogo a noi stessi, quali sono le cose che non funzionano sul luogo di lavoro. A volte si tratta di problemi personali, di nostri stessi preconcetti, o di delusioni che trasformiamo in frustrazione e quindi in rabbia nei confronti di chi accusiamo di non averci valutato abbastanza. In altri casi, ovviamente, si tratta invece di comportamenti concretamente scorretti da parte di chi dovrebbe farci da leader, fino ad arrivare a situazioni estremamente gravi e perseguibili come il mobbing.

Ma concentriamoci nel nostro caso in quella fascia intermedia in cui gli eccessi o le inadempienze di capi problematici causano disturbo prolungato alla nostra regolare attività. Possono essere tantissime le caratteristiche di una persona che la potrebbero classificare come un “cattivo capo”: la mancanza di empatia, l’eccesso di rigore, il fissare degli obiettivi irrealistici, la faciloneria o l’impreparazione ecc. Sono tutti aspetti che purtroppo ricadono a ruota sul lavoro di tutti, e spesso producono risultati negativi che si ripercuotono però sui sottoposti e non sui veri responsabili.

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