Trump vuole una Wall Street senza regole

Il Financial Choice Act arriva al Senato dopo aver conquistato la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. Così Trump vuole eliminare la regolamentazione finanziaria ideata da Obama

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Mandel NGAN / AFP

28 Giugno Giu 2017 1439 28 giugno 2017 28 Giugno 2017 - 14:39
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L’eterna sfida tra regolamentazione e libero mercato potrebbe avere un momentaneo vincitore. Qualche giorno fa è infatti passato alla Camera dei Rappresentanti il Financial Choice Act, ideato dal governo Trump. Nato principalmente per eliminare la precedente regolamentazione finanziaria, istituita nel 2010 dall’amministrazione Obama con il Dodd-Frank Act, il Financial choice Act è una legge enorme, di circa 600 pagine, fortemente market oriented. Le paure principali nei confronti di questa deregolamentazione sono legate ai ricordi della crisi dei mutui: senza regole ferree e controlli da parte delle autorità, come ha specificato Janet Yellen (presidente della Federal Reserve), c’è il rischio di innescare nuove bolle speculative letali per l’economia globale. Tornare indietro dopo i passi fatti in avanti in quanto a regolamentazione potrebbe essere fatale. La deregolamentazione finanziaria è necessaria, secondo i suoi proponenti, alle banche di media dimensione per tornare ad essere competitive. I profitti di questi istituti finanziari sono stati erosi dalle spese burocratiche dovute al Dodd-Frank Act. Secondo i repubblicani, infatti, il sistema di regolamentazioni progettato dalla riforma dell’amministrazione Obama è molto oneroso per le piccole banche e dannoso per i consumatori. “Qualcuno deve pensare a proteggere i consumatori non solo da Wall Street, ma anche dai burocrati di Washington” ha dichiarato il repubblicano Hensarling, proponente del provvedimento. Secondo quest’ultimo, infatti, è sempre più difficile per gli americani ottenere mutui e, per di più, gli oneri bancari sono aumentati a dismisura. Per questo crede che il Financial Choice Act sia un provvedimento a favore di tutti gli americani, in particolare a favore dei piccoli imprenditori e dei giovani, che con il Dodd-Frank Act hanno perso la possibilità di ottenere mutui per via delle poche garanzie da poter offrire. I principali oppositori del provvedimento, però, la pensano diversamente: secondo un report Fdic (Federal Deposit Insurance Corporation) le banche non starebbero affatto soffrendo, anzi starebbero registrando da qualche anno profitti record.

Anche per quanto riguarda i prestiti la situazione non sarebbe così terribile come i repubblicani la descrivono: il volume di prestiti concesso dagli istituti bancari, stando ai dati della Federal Reserve, è infatti al massimo storico.

Dati Fed

Il Financial Choice Act, inoltre, prevede il ridimensionamento dell’Agenzia per la protezione dei Consumatori, il CFPB, che ha avuto un ruolo fondamentale nel superare la crisi dei mutui. È grazie al CFPB, istituito dalla Dodd-Frank, che sono stati restituiti in totale circa 11,8 miliardi di dollari a 29 milioni di cittadini per comportamenti illeciti delle banche. L’autorità - oggi autonoma - sarà inoltre sottoposta ad un controllo federale, con il Presidente degli USA che ne nominerà il direttore (e potrà anche licenziarlo). Come se non bastasse, uno dei principali obiettivi della legge è di rimuovere l’autorità che amministra la procedura per i fallimenti straordinari delle banche, l’OLA (Orderly Liquidation Authority). Lo scopo di questo provvedimento è quello di prevenire i bail-out (il salvataggio pubblico delle banche), che secondo i repubblicani è incentivato dall’OLA. Per Ben Bernanke – economista e ex Presidente del Comitato dei Governatori della Fed – l’OLA è, invece, lo strumento più adatto per prevenire il salvataggio pubblico. Con il nuovo provvedimento il fallimento degli istituti bancari sarà affidato ai tribunali fallimentari ordinari, che già si sono mostrati inadeguati nel 2008 a gestire situazioni che comportino rischi sistemici e globali.
La regolamentazione finanziaria ideata dal governo Obama potrebbe quindi avere vita breve. La serie di correttivi presi per evitare che una nuova crisi possa mettere in ginocchio l’economia globale può essere spazzata via dal Senato, dopo che alla Camera dei Rappresentanti il provvedimento è passato con 233 favorevoli e 186 contrari. Al Senato la partita sarà più dura: i repubblicani sono 52 e per far approvare il provvedimento senza modifiche serviranno 61 voti. Probabilmente l’impatto del Financial Choice Act sarà minore per le difficoltà dei GOP nel reperire i voti necessari al Senato, ma il messaggio lanciato dall’amministrazione Trump è chiaro: meno regole e meno controlli, più libertà di movimento per gli operatori finanziari per stimolare i self-made men all’americana. Con buona pace delle lezioni che una delle più grandi crisi dell’economia globale ci dovrebbe aver dato.

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