Sono i giovani i poveri d’Italia, ma i soldi sono solo per gli anziani

I dati presentati dal presidente Inps Tito Boeri sono disarmanti: aumento di poveri under 35, ma trasferimenti tutti per gli over 65, sussidi di disoccupazione compresi. Ecco la questione generazionale, spiegata con pochi numeri

Giovani italia

TIZIANA FABI / AFP

TIZIANA FABI / AFP

29 Giugno Giu 2017 1100 29 giugno 2017 29 Giugno 2017 - 11:00

«C’è un problema generazionale molto forte nel modo in cui la sicurezza sociale ha affrontato i problemi dei giovani». Politici di tutta Italia, se siete alla ricerca di un’idea attorno a cui costruire una proposta politica potreste partire da qua, dalle parole che il presidente dell’Inps Tito Boeri ha pronunciato in audizione alla commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Da un sistema di welfare totalmente sbilanciato a favore degli anziani, in nome di un malcelato senso di solidarietà intergenerazionale famigliare - i cento euro sul comodino che i genitori lasciano ai figli quando vanno a trovarli nel loro monolocale -, o, peggio ancora, in nome di diritti che sono acquisiti sono per un pezzo della nostra società e preclusi a tutti gli altri.

Per i più pigri, a ‘sto giro, ci sono pure i disegnini. E sono disegnini da brividi. Come il grafico che mostra l’aumento esponenziale di persone in povertà assoluta in percentuale alla popolazione della loro classe di età. Nel 2005, i più poveri di tutti erano gli over 65, circa il 4% sul totale. Nel 2015, dieci anni dopo, sono quelli che se la passano meglio di tutti, gli unici che se la passano pure meglio rispetto a dieci anni prima. Così non va per gli under 17, in cui la percentuale di poveri triplica, passando dal 4% al 12%. Così come del resto accade per la classe di età tra i 18 e i 34 anni, in cui i poveri passano dal 3 al 10%. In sintesi: le uniche due classi di età in cui la popolazione in povertà assoluta supera la soglia di “uno su dieci” sono quelle che stanno sotto i 34 anni.

Le uniche due classi di età in cui la popolazione in povertà assoluta supera la soglia di “uno su dieci” sono quelle che stanno sotto i 34 anni. Tuttavia, solo il 26% della spesa complessiva per le prestazioni erogate dall’Inps - al netto delle pensioni previdenziali - è destinato agli under 39. Mentre il 40% , quasi il doppio, è tutto per gli over 60

Vivesse su Marte - o in Danimarca, fate voi - uno si aspetterebbe che i trasferimenti erogati dal welfare italiano siano tutti o quasi protesi a coprire questo squilibro. Del resto, non è forse vero che la disoccupazione giovanile lambisce il 40%, che ci sono 2 milioni e mezzo di giovani che non studiano né lavorano, che siamo il Paese che fa meno figli in Europa, insieme alla Germania e che questo creerà non pochi grattacapi a quegli stessi giovani di oggi, quando non lo saranno più?

Sì è vero, ma - spoiler -non stiamo facendo nulla per risolvere questi problemi. Ed è lo stesso Boeri, impietosamente a certificarlo. Il problema generazionale di cui parla è infatti racchiuso in un altro grafico, che racconta di come solo il 26% della spesa complessiva per le prestazioni erogate dall’Inps - al netto delle pensioni previdenziali - è destinato agli under 39. Mentre il 40% , quasi il doppio, è tutto per gli over 60.

Stupisce, allo stesso modo, che a fronte di una disoccupazione giovanile che è tre volte più alta di quella totale, i sussidi ai disoccupati over 50 siano quasi tre volte quelli destinati agli under 30. Come se chi non riesce a entrare stabilmente nel mercato del lavoro - perché sono questi, alla fine dei conti, gli esclusi al gran ballo dei sussidi - non meriti alcun aiuto. Che ci pensino mamma e papà, se benauguratamente hanno quattro spicci in tasca.

Ecco, forse tra una discussione sulla leadership e uno sulle alleanze, magari sarebbe anche utile fare una pensata su questi dati. Anche solo per dare un po’ di sostanza alle frasi fatte sul malessere diffuso, sulle ingiustizie sociali, sui giovani senza futuro. Che altrimenti - perdonate la volgarità - sono solo prese per il culo. Che alle urne si pagano care.

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