Inglese, la sottile e tragica differenza tra "no" e "now"

In Spagna una ragazza è morta a causa di un’istruzione pronunciata male. Le due parole sono diverse, la pronuncia è diversa e rispettarla, a quanto pare, è molto importante

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da Flickr, di Kalyan Kanuri

1 Luglio Lug 2017 0830 01 luglio 2017 1 Luglio 2017 - 08:30

A volte una vocale può essere fatale. Lo ha capito anche l’istruttore di bungee-jumping spagnolo di Cabezon de la Sal, in Cantabria, che ha confuso “no” con “now”, causando la morte, nel 2015, di una ragazza olandese. Secondo la ricostruzione in tribunale, l’uomo aveva detto alla ragazza “no jump”, cioè non saltare: la fune elastica doveva ancora essere assicurata alla struttura. Ma la sua pronuncia era così cattiva che lei, al contrario, aveva capito “now jump”, cioè “adesso salta”. E aveva eseguito.

Una storia tragica (se vera), in cui l’elemento linguistico è solo una parte. La ragazza non era maggiorenne e nessuno si era preoccupato di verificarlo. Il ponte stesso, secondo la legge spagnola, non era ritenuto adatto al bungee-jumping. Che poi il protocollo richiedesse di dire “don’t jump” anziché “no jump” è quasi un dettaglio, nella gravità della storia.

Due considerazioni: la prima, fonetica, è che le due parole, in effetti, sono diverse nella pronuncia: “no” si pronuncia /nəʊ/, cioè una forma simile a “nou”. Mentre “now” si dice /naʊ/. Lo spagnolo, come ha deciso il giudice, non avrebbe dovuto essere impiegato per comunicare con gli stranieri perché il suo inglese era, come recita la sentenza, macarronico.

La seconda è grammaticale: “no jump” può equivalere al celebre “no cry” di Bob Marley? Per lungo tempo c’è stato un dibattito (demenziale, a dire il vero) sul reale significato dell’espressione “no woman no cry”. Secondo alcuni si applicherebbe la formula “no-no-”, quella di “no pain, no gain”. Per cui la traduzione sarebbe, pressappoco, “niente donna, niente [motivo di] pianto”. Assurdità. In questo caso “no” equivale a “don’t”, cioè , “no, non piangere”. È una strana formulazione, in realtà: come si spiega qui, nel creolo inglese giamaicano la forma corretta sarebbe “nuh” (pronunciato “naa”), che sarebbe anche la forma originale del 1974. Marley, a quanto pare, la modifica (la normalizza?) nel suo concerto a Londra del 1975. Il confronto tra le due versioni è evidente.

La prima è la più nota.

Questa invece è l’incisione del 1974, in cui “nuh” è distintissimo.

Cosa ha spinto Marley a cambiare testo, pronuncia (ma non senso) della sua canzone? Un tentativo di compromesso con gli inglesi? Una rinuncia alle proprie origini? Una scelta prosodica? Di sicuro, non è stato né un errore né un equivoco. La ragazza, in ogni caso, non deve piangere.

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