I Cinque Stelle presentano il programma Salute, ma non si parla di vaccini

Le priorità di un governo pentastellato? Lotta a corruzione e ludopatie, taglio dei ticket sui farmaci, programmi per l’educazione alimentare dei cittadini. Oggi, intanto, arriva al Senato il decreto sull’obbligatorietà dei vaccini. «Non siamo NoVax né ProVax, ma ci opporremo al provvedimento»

Farmaci Omeopatici
11 Luglio Lug 2017 0851 11 luglio 2017 11 Luglio 2017 - 08:51

Lotta a sprechi e corruzione, taglio dei ticket sui farmaci, trasparenza sui contratti tra Aifa e case farmaceutiche. E ancora contrasto ai giochi d’azzardo, nuovi programmi per l’educazione alimentare. Nel programma dei Cinque Stelle in tema di Sanità c’è molto, ma non tutto. Mancano, ad esempio, riferimenti alla questione vaccini che tanto sta facendo discutere in Italia. Ieri pomeriggio una delegazione di parlamentari grillini ha presentato il documento alla Camera. È il progetto votato alcune settimane fa sulla piattaforma Rousseau da circa ventimila iscritti, per indicare le priorità negli interventi del prossimo, ipotetico, governo pentastellato.

Oggi, intanto, arriva in Aula al Senato il decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini. Durante la notte la commissione Igiene e Sanità ha dato il via libera al provvedimento, su cui il governo ha posto la fiducia. Contrari i Cinque Stelle, che pure nel programma preferiscono evitare l’argomento. «Ci sembrava ridondante» racconta la senatrice Paola Taverna al termine della conferenza stampa. «Abbiamo già presentato un ddl in materia. Il nostro programma non è dettato da tempi mediatici e strumentali». La posizione rispetto al decreto del governo resta critica. «È un’iniziativa che continuiamo a contrastare nel metodo, un provvedimento che non risolve il problema, crea divisioni e preoccupazioni». I Cinque Stelle non prestano il fianco a polemiche. «La nostra è una posizione lineare, non siamo NoVax né ProVax, ma ci concentriamo sul metodo della copertura. Siamo per la trasparenza e la comunicazione, non per obbligo e coercizione». I Cinque Stelle accusano l’intervento dell'esecutivo, lo considerano strumentale. Privo del necessario approfondimento e dibattito. Più tardi la senatrice Taverna torna sull'argomento. «È ancora più scandaloso che per una contrattazione politica, quella che doveva essere un’obbligatorietà, sancita da un lavoro scientifico, di dodici vaccini sia poi scesa a dieci. Quindi ci devono dire se i due vaccini inseriti all’inizio erano uno strumento propagandistico, mediatico o commerciale».

Nel frattempo oggi arriva in Aula al Senato il decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini. Durante la notte la commissione Igiene e Sanità ha dato il via libera al provvedimento, su cui il governo ha posto la fiducia

Al netto dei vaccini, come sarà la politica sanitaria di un eventuale governo grillino? La deputata siciliana Giulia Grillo è stata più volte indicata dai rumors di palazzo come la possibile responsabile del ministero. È lei a raccontare in dettaglio le priorità individuate dagli attivisti in tema di Salute. Si parte dalla politica del farmaco. «In questi anni la spesa farmaceutica, sia pubblica che privata, è cresciuta fino ad arrivare a 29 miliardi di euro». Spesa che finisce inevitabilmente sulle spalle della collettività. «In sette anni i costi a carico dei cittadini sono aumentati del 76,6 per cento». Da qui la necessità di un piano di revisione della spesa. Un progetto in grado di tagliare i ticket sui farmaci, così assicurano i Cinque Stelle: «500 milioni di ticket non sono impossibili da eliminare». Giulia Grillo insiste sulla trasparenza. In particolare sui contratti tra l’agenzia italiana del farmaco e le case produttrici. Ma chiede anche completezza e pubblicità sulle sperimentazioni farmaceutiche: deve essere disponibile la documentazione sulle fasi di ricerca e sviluppo di un medicinale.

Si parla di formazione specialistica dei medici, della “netta” separazione tra pubblico e privato. Il programma si sofferma su come rendere efficienti le liste di attesa. «Un paziente non è un cliente» recita il titolo del documento. Paola Taverna approfondisce il capitolo sulla corruzione. Dopo aver letto un lungo elenco di recenti casi di cronaca, la senatrice spiega: «Secondo alcune stime in Italia la corruzione provoca per il settore della sanità un danno di 23,6 miliardi di euro». Il progetto dei grillini propone l’introduzione, tra le altre cose, di un daspo a vita per chi viene condannato per corruzione e concussione in questo settore.

«Secondo alcuni studi le cattive abitudini alimentari sono responsabili di tre tumori su dieci», spiega il deputato. Il ministro della Sanità non può stabilire il menu da servire a cena, ovviamente. Eppure può spingere i cittadini a riavvicinarsi alla dieta mediterranea attraverso lo sviluppo di specifici programmi di educazione alimentare

Per vivere bene, bisogna mangiare bene. Un lungo approfondimento sui rapporti tra nutrizione e salute spetta al deputato Mirko Busto. Capitolo votato online da 18.208 attivisti. «Secondo alcuni studi le cattive abitudini alimentari sono responsabili di tre tumori su dieci», spiega il parlamentare. Il ministro della Sanità non può stabilire il menu da servire a cena, ovviamente. Eppure può spingere i cittadini a riavvicinarsi alla dieta mediterranea, dice Busto, attraverso lo sviluppo di specifici programmi di educazione alimentare. Tutti interventi preventivi per salvaguardare la salute degli italiani e risparmiare i costi sociali legati alle patologie connesse all'alimentazione scorretta. Spazio poi a maggiore trasparenza sulle etichette, per aiutare i consumatori a conoscere provenienza degli ingredienti e metodi di produzione. Ma anche politiche in grado di incentivare le produzioni locali e a chilometro zero, non intensive e attente alla tutela di ambiente e animali. Un apposito capitolo è dedicato alla lotta alle ludopatie. «Secondo alcune stime - spiega il senatore Giovanni Endrizzi - in Italia ci sono 700-800mila casi di azzardo patologico. E oltre un milione di casi problematici» In un anno gli italiani spendono 96 miliardi di euro nel gioco. «Un sistema che fa male a persone, famiglie e piccole imprese». La soluzione? I grillini propongono anzitutto l’abolizione della pubblicità sull’azzardo. Ma anche più trasparenza: «Si tagli ogni finanziamento diretto e indiretto alla politica e si sappia chi c’è dietro le concessionarie dell’azzardo».

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