Vacanze luterane: visita i quattro luoghi simbolo della Riforma protestante

Sono le tappe simboliche e reali della vita del monaco agostiniano che, con le sue 95 tesi, ha cambiato la storia della cristianità e dell’Europa. Dalla chiesa di Wittenberg a Erfurt, dove decise di entrare nell’ordine

2454512519 937A70a295 Z

di Roger W, da Flickr

12 Luglio Lug 2017 0820 12 luglio 2017 12 Luglio 2017 - 08:20

Povero Lutero. Lui era solo rimasto male da come la Chiesa gestiva il potere (spirituale, ma non solo) a Roma. Così, nel 1517, decise di affiggere le sue 95 tesi, cioè 95 osservazioni sulla religione e sulla dottrina destinate a cambiare il mondo. Lui, come era ovvio, non lo poteva immaginare: a quel tempo le porte delle chiese erano piene di fogli, tesi e osservazioni di teologi e monaci. Perché, tra tutte, furono solo quelle di Lutero a incendiare la cristianità? La risposta è sempre la stessa: perché ci entrò la politica a gamba tesa.

Il monaco agostiniano, insomma, affisse le sue tesi, provocò un enorme polverone, provocò la reazione violenta della Chiesa. Venne chiamato a difendere (leggi: rigettare) le sue tesi in un incontro con i delegati del Papa, non ci fu accordo. Nel 1521, dopo una lunga indagine teologica, il Papa ordina di scomunicarlo. Non una bella cosa: secondo la legge dell’epoca era possibile, per chiunque, ucciderlo senza incorrere in sanzioni di qualunque tipo. Così, mentre i suoi scritti vennero messi al bando e bruciati, decise di nascondersi. Prima fu protetto da un principe, che lo ospitò nel suo castello. Poi si sposò e andò a vivere con sua moglie. Ma continuò a dire la sua: è la Bibbia la vera autorità, non il clero. E sarà solo il pentimento a salvare l’uomo, non la confessione.

Per chi fosse interessato a ripercorrere, a distanza di 500 anni, la storia e la vita di Lutero, la cosa migliore è seguire un percorso di quattro tappe (imperdibile), preso di peso dallo Smithsonian:

(tutte le immagini sono in Creative Commons)

Prima di tutto, la Lutherhaus di Wittenberg

Ora sito dell’Unesco, il vecchio Monastero Nero (dal colore degli abiti dell’ordine agostiniano) è il luogo dove Lutero scrisse le sue famose 95 tesi. Venne sciolto dopo la Riforma, ma Lutero continuò a viverci e portò dentro perfino sua moglie. Ora è un museo, con tanto di esposizione di effetti personali del monaco, e una sede unuiversitaria di studi luterani.

Schlosskirche, Wittenberg

Poco distante, è la chiesa dove Lutero appese le sue tesi. La porta originale non c’è più, bruciata in un incendio. Però c’è la tomba. Semplice e composta. Reca scritto solo “Qui giace il corpo di Martin Lutero, dottore in teologia che morì a Eisleben, il suo luogo di nascita, il 12esimo giorno delle Calende di marzo, nel 1546, dopo aver vissuto 63 anni, 3 mesi e 10 giorni”.

Castello di Wartburg

Anche questo è un sito dell’Unesco. Qui Lutero trovò rifugio dopo essere stato scomunicato nel 1521. Fu il principe elettore di Sassonia, Federico il Saggio, che decise di inscenare un finto attacco (con il consenso di Lutero) e lo portò, con questa scusa, in custodia nel suo castello. Visse lì, di nascosto, per 10 mesi, sotto la falsa identità di Cavaliere Giorgio (si vestì anche da cavaliere, con tanto di spada e barba). In dieci settimane scrisse la traduzione dal greco al tedesco del Nuovo Testamento. Un lavoro febbrile che passò in una celletta tutta sua, che ancora oggi può essere visitata.

Augustinerkloster, Erfurt

È il punto finale ma, da un certo punto di vista, quello da cui tutto è partito. È qui che Lutero, colto da una visione, decise di farsi monaco nel 1505. Entrò l’anno dopo, studiò, prese i voti e venne ordinato nel 1507. Oggi il monastero è una chiesa luterana, con tanto di bar, biblioteca e sala conferenze.

Potrebbe interessarti anche