La mappa della caccia alle streghe d’Europa

Fu un fenomeno violento e repressivo che ebbe il suo picco nel XVII secolo. In particolare nella zona della Germania meridionale. Ma anche Danimarca e Inghilterra non scherzarono. I Paese cattolici, invece, furono molto più tolleranti

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14 Luglio Lug 2017 0820 14 luglio 2017 14 Luglio 2017 - 08:20

È una delle tante rimozioni storiche. Spesso i ricordi sfociano nella nebbia della leggenda, il grosso di dimentica, si finisce che se ne parla, ma senza dire molto. Eppure l’Europa del XVII secolo, in particolare la zona caratterizzata dalla Riforma protestante, si distinse per una guerra sanguinaria, continua e senza sosta: quella alle streghe.

Sia chiaro. La stregoneria ha ispirato diffidenza fin dall’antichità. Donne fattucchiere, capaci di utilizzare erbe e pozioni per curare e uccidere non sono mai piaciute. Ma mai si registrò un periodo di repressione più violento. Le stime degli storici si aggirano tra le 40mila e le 60mila streghe uccise nel corso di 50 anni. E, come mostra questa cartina che circola su Imgur, il centro della repressione fu la Germania meridionale.

La caccia alle streghe qui cominciò più tardi rispetto ad altre aree d’Europa. In Svizzera e in Francia, per fare un esempio, i processi alle fattucchiere erano cominciati già nel 1400, ma andarono avanti per diversi secoli. In Germania però la lotta fu molto più dura. L’apice fu raggiunto tra il 1561 e il 1670 e il più truce episodio avvenne nel 1563, a Wiesensteig, dove in una volta sola furono catturate, processate, condannate e bruciate 63 streghe.

Anche la Danimarca non scherzò: dopo la conversione al protestantesimo del 1536, e in particolare su impulso del re danese Cristiano IV, centinaia di persone vennero catturate e condannate per stregoneria. In Inghilterra, addirittura, si conosce il nome di uno dei più importanti cacciatori di streghe: Matthew Hopkins, che tra il 1644 e il 1647 riuscì a scovare e condannare ben 300 streghe. Hopkins, fiero del suo lavoro, lasciò anche un libro di memorie, in cui spiega i suoi metodi per riconoscere le streghe, tra cui il classico test dell’annegamento.

Le streghe erano un problema: avevano facoltà soprannaturali sospette. Presto, per facilitare la persecuzione, si pensò che fossero emanazioni del demonio. Colpirle e condannarle divenne più semplice. In realtà i nuovi governanti avevano la necessità di sradicare le precedenti convinzioni nella popolazione. Oltre alla fede cattolica, andava eliminato anche il bagaglio culturale pagano che era sopravvissuto fino a quel periodo e che, con la Chiesa, era riuscito a tenersi in vita. Nei Paesi conroriformati, del resto, in cui l’autorità centrale religiosa non ebbe bisogno di riaffermare la propria forza, non ci fu nessuna caccia alle streghe.

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