È meglio Di Battista della sinistra Trivial Pursuit

Il copione lo conosciamo: a ogni gaffe di cultura generale del Movimento Cinque Stelle scatta la presa in giro dei dem. Il problema è che a perderci sono proprio loro, i maestrini col ditino alzato. Perché è meno grave essere vittime dello scadimento culturale del Paese che esserne responsabili

Giorgio Cosulich/Getty Images
20 Luglio Lug 2017 1250 20 luglio 2017 20 Luglio 2017 - 12:50

D’accordo, Napoleone vinse ad Austerlitz, non ad Auschwitz. Ok, Pinochet era il dittatore del Cile, non del Venezuela. Vero, Luciano Gallino era un sociologo, non uno psicologo e comunque non si chiamava Gallini. Aggiudicato: Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, i due “ragazzi meravigliosi” del Movimento Cinque Stelle non sono esattamente dei campioni di cultura generale.

Però, cari i nostri maestri del pensiero democratico che stracciate da una vita amici e parenti a Trivial Pursuit, qualche domanda dovreste farvela pure voi. Una, come minimo: perché, nonostante le loro gaffe conclamate e i vostri moti di sdegno e scherno col ditino alzato su congiuntivi, storia e geografia, i ragazzi meravigliosi crescono nei sondaggi e voi calate a picco?

Forse nella vostra scatola di Trivial non c’è la risposta a questo quesito, ma proviamo a suggerirvela noi. C’è che l’Italia è il penultimo Paese in Europa per numero di laureati, il quinto per numero di abbandoni scolastici, il penultimo del Vecchio Continente per livello di competenze. È tecnicamente low skilled - privo cioè «delle competenze richieste in varie situazioni della vita quotidiana» - più di un italiano su quattro.

Perché, nonostante le loro gaffe conclamate e i vostri moti di sdegno e scherno col ditino alzato su congiuntivi, storia e geografia, i ragazzi meravigliosi crescono nei sondaggi e voi calate a picco? Forse nella vostra scatola di Trivial non c’è la risposta a questo quesito, ma proviamo a suggerirvela noi. C’è che l’Italia è il penultimo Paese in Europa per numero di laureati, il quinto per numero di abbandoni scolastici

Possiamo discutere per ore relativamente all’attribuzione di responsabilità per ciascuno di questi “invidiabili” record. Di sicuro, non possono essere addebitati sul conto del Movimento Cinque Stelle e dei suoi leader. La cui cultura e le cui specializzazioni, semmai, li confermano a pieno titolo come uomini di popolo, gente comune. Vittime dei tagli e dello scadimento complessivo dell’istruzione nel nostro Paese, non certo responsabili.

E siccome loro, i ragazzi meravigliosi, sono gente comune, forse alla gente comune secca un po’ sentire le prediche e le ironie di chi - lungi dall’essere anche solo avvicinabile al concetto di élite: confrontate la biografia di Ciampi o di Cossiga o di Andreotti con un politico a caso di oggi, poi ne parliamo - ne sa un po’ di più, forse perché ha avuto insegnanti migliori, o un contesto famigliare un po’ più acculturato, o il tempo di leggere qualche libro in più.

Non c'è nessun genio, nessun accademico tra i maestrini. Del resto, mai un vero intellettuale si permetterebbe di correggere una citazione errata, tantomeno di prenderne in giro l'autore. Solo gente normale con una cultura normale pure loro, cresciuti a pane, videocassette dell’Unità di Veltroni e citazioni a sproposito di Pasolini. Gli stessi che prendevano in giro il settantenne Silvio Berlusconi perché diceva Gogol anziché Google, o perché si vantava di aver letto pochissimi libri in vita sua. Gli stessi che lo accusavano di imbarbarire il Paese a suon di telequiz, televendite e cinepanettoni. Gli stessi che hanno preso mazzate in testa a ogni singola elezione, salvo quella in cui sono passati dallo studio di Stranamore.

Vien fin il dubbio che i Cinque Stelle lo facciano apposta, che la Casaleggio Associati le pianifichi scientificamente, le gaffe dei suoi leader. Che i campioni del mondo di Trivial Pursuit, alla fine, ci cascano sempre.

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