Dovremmo mandarli noi i carri armati al Brennero, non l’Austria

Il ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz torna a minacciare l'Italia: tenga i migranti a Lampedusa o chiuderemo i confini. Una proposta fascista che va rispedita al mittente. Insieme a qualche cingolato per vigilare sul rispetto degli accordi di Schengen. Altro che strette di mano

Kurz Alfano
21 Luglio Lug 2017 0944 21 luglio 2017 21 Luglio 2017 - 09:44

Non sappiamo se avete capito cosa sia successo ieri. Nei dubbio, partiamo dall’inizio. Succede che il ministro degli esteri austriaco, tal Sebastian Kurtz, a margine di un incontro col suo omologo Angelino Alfano, ha dichiarato che l’Austria pretende che l’Italia interrompa «il traghettamento di migranti africane dalle isole italiane come Lampedusa alla terraferma». Se l’Italia dovesse applicare il lasciapassare verso Nord, ha aggiunto, «metteremo in sicurezza i nostri confini». Ergo: carri armati al Brennero

Per la cronaca: quest’uomo che vuole stipare qualche decina di migliaia di migranti su un isola di 20mila metri quadri e seimila abitanti - dall’inizio dell’anno a Lampedusa sono sbarcate più di 60mila anime: fate due conti - è il leader trentenne del Partito Popolare Austriaco una specie di Macron alpino, uno di quelli che dovremmo sperare vinca le elezioni, per non far salire al potere i fascisti brutti e cattivi dell’Fpoe di Norbert Hofer.

Meglio i fascisti brutti e cattivi, verrebbe da dire, che se non altro non si nasconderebbero dietro belle facce cristiano democratiche. E a cui non ci sentiremmo a disagio a rispondere a tono. Ad esempio, ricordando loro che chiudere la frontiera del Brennero è una clamorosa violazione dell’Accordo di Schengen, uno dei trattati costitutivi dell’Unione Europea. O che ammassare esseri umani - profughi o presunti tali che siano - su un’isola che non li può contenere rappresenta un altrettanto clamorosa violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

L’ultima cosa che deve accadere è che gli Stati a noi limitrofi decidano, nel silenzio assenso di chi sta a Nord, di chiudere le frontiere e i valichi alpini per isolarci e circoscrivere il problema dei profughi alla sola Italia. Una mossa, questa, che il nostro Paese non può e non deve lasciare nemmeno che venga adombrata, tantomeno esplicitata come minaccia credibile nelle conferenze stampa

Qui non si parla più di parametri e di zero virgola. Qui si parla di violazioni talmente aberranti e macroscopiche da non poter essere tollerate. Ci fosse un esercito europeo, toccherebbe ai suoi carri armati presidiare i confini tra Italia e Austria (ma anche quelli tra Italia e Francia) per assicurarsi che rimangano aperti. In assenza, dovrebbe essere l’Italia a spostare qualche carro armato sul Brennero, e magari pure a Ventimiglia.

Perché l’ultima cosa che deve accadere è che gli Stati a noi limitrofi decidano, nel silenzio assenso di chi sta a Nord, di chiudere le frontiere e i valichi alpini per isolarci e circoscrivere il problema dei profughi alla sola Italia. Una mossa, questa, che il nostro Paese non può e non deve lasciare nemmeno che venga adombrata, tantomeno esplicitata come minaccia credibile nelle conferenze stampa.

Lo diciamo da italiani, perché non possiamo permetterci di diventare la nuova Libia. Lo diciamo da europei ed europeisti, perché l’Unione non può sopravvivere se si deroga ai suoi principi costitutivi, quali la dignità e la libera circolazione delle persone. Lo diciamo da esseri umani, perché la proposta di creare un campo di concentramento a Lampedusa - di questo si tratta, pulcini - va rispedita con sdegno al mittente e chiamata col suo vero nome. Indovinate voi quale.

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