Fate uscire la sinistra da Matrix

Tra abbracci, tradimenti e reciproche recriminazioni il dibattito tra democratici e scissionisti ha raggiunto il picco dell’autoreferenzialità. Date a tutti la pillola rossa, sperando non sia già troppo tardi

Matrix

Una scena tratta dal film “Matrix” (1997)

26 Luglio Lug 2017 1058 26 luglio 2017 26 Luglio 2017 - 10:58

Uno (Renzi) vuole vincere da solo anche se il suo partito ormai vale il 25% dei consensi, in caduta libera dal 4 dicembre. L’altro (Bersani, D’Alema, chi volete voi) vuole l’unità di una sinistra che vale a mala pena come Fratelli d’Italia e che altro scopo non ha se non quello di evitare anche la più remota possibilità che il Partito Democratico possa fare una clamorosa rimonta elettorale. L’altro ancora (Pisapia) un giorno dice che vuole unire il centrosinistra, l’altro ancora che non ci sono spiragli per un governo col Pd di Renzi, il giorno dopo ancora abbraccia Maria Elena Boschi e taglia i ponti con gli scissionisti, quindi ancora ribadisce che vuole unire il centrosinistra.

Benvenuti nella Matrix della sinistra, una specie di mondo metapolitico a uso e consumo di parlamentari e giornalisti, in cui si può cambiare connotati senza battere ciglio come l’agente Smith. Un mondo, ad esempio, in cui gente che governa da anni col Partito Democratico tira le orecchie a chi si permette di abbracciare un esponente del Pd. In cui quelli che un tempo gonfiavano il petto al pensiero quando si diceva fossero la risposta italiana e baffuta a Tony Blair o Bill Clinton oggi discettano dell’acquiescenza delle sinistre al turbocapitalismo senza che li sfiori nemmeno il pensiero dell’autocritica. In cui ministri un tempo liberalizzatori, in difesa del cittadino-consumatore, oggi incitano i giovani a un nuovo sessantotto.

La Matrix della sinistra assomiglia terribilmente al mondo reale, salvo alcune minime differenze. Non esiste nessuna forza politica a destra del Partito Democratico. Non esiste Berlusconi, non esiste nemmeno il Movimento Cinque Stelle e non c’è alcun rischio che finiscano per andare a governare. Se esistono, fanno semplicemente da sfondo alla battaglia senza quartiere tra Renzi e i suoi nemici

La Matrix della sinistra assomiglia terribilmente al mondo reale, salvo alcune minime differenze. Ad esempio, non esiste nessuna forza politica a destra del Partito Democratico. Non esiste Berlusconi, che sta recuperando consensi e riunificando il centrodestra, che unito è stabilmente maggioranza relativa del Paese. Non esiste nemmeno il Movimento Cinque Stelle e non c’è alcun rischio che finisca per andare a governare. Se esistono fanno semplicemente da sfondo alla battaglia senza quartiere tra Renzi e i suoi nemici.

Nella Matrix della sinistra una volta esistevano programmi e idee, ma nella nuova versione li hanno eliminati per favorire la giocabilità. Oggi puoi far finta di essere Berlusconi (giù le tasse) o Grillo (via i vitalizi) o Salvini (aiutiamoli a casa loro), nella speranza - finora vana - che la gente non scelga l’originale. Oppure puoi giocare di rimessa e attaccare qualunque cosa Renzi abbia detto o fatto. Nel caso qualcuno ti faccia notare che quelle cose le abbia dette o pensate pure tu, in tempi nemmeno troppo lontani, puoi stordirlo con dotte elucubrazioni sul fatto che sia il proporzionale a costringerti ad attaccare il partito a te più affine, per contendergli i voti. Oppure puoi dire che è un deja vu, un errore di Matrix.

Per uscire dalla Matrix della sinistra basta prendere la pillola rossa. Giù d’un fiato e improvvisamente le cose si mostrano per quel che sono. Che la battaglia per il controllo della sinistra è quanto di autoreferenziale e perdente si possa immaginare. Che questa continua richiesta di attenzione per questioni che interessano giusto un’accolita di pseudo leader fa più danni alla sinistra stessa di quanto il Pd abbia fatto o non fatto al governo. Che la lotta per l’egemonia culturale nel Paese è ormai un affare tra la destra leghista e il gentismo a Cinque Stelle. Che fuori dall’Italia la sinistra è morta e sepolta già da un pezzo, quasi ovunque. Che stiamo perdendo un sacco di tempo. Forse solo per ammazzarlo, in attesa della botta finale, che arriverà la prossima primavera. Altrimenti sai che noia?

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