Filosofia fiscale, così una giovane startupper vuole cambiare faccia all’inferno fiscale italiano

Siamo il Paese col fisco più complicato d’Europa, quello con più evasione e quello con più contestazioni. Casualità, siamo anche quello che usa meno il digitale. Una giovane commercialista di Trento ha inventato un sistema per superare questo gap. E vuole usarlo per cambiare tutto

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Foto tratta da Pixabay.com

29 Luglio Lug 2017 0830 29 luglio 2017 29 Luglio 2017 - 08:30
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«In Italia si dà per scontato che tutti evadano le tasse». Michela Zampiccoli è una giovane commercialista della provincia di Trento e di questa presunzione di colpevolezza del contribuente ci ha fatto una malattia. Tanto da aver fondato una startup chiamata filosofia fiscale nata col preciso obiettivo di hackerare - in senso figurato, ovviamente il sistema fiscale italiano: «Dove il caos è lo status quo, io voglio provare a portare ordine». E vuole farlo con il digitale.

Andiamo con ordine, però. Presunzione di colpevolezza, dicevamo. Non tanto perché non sia un problema endemico del nostro Paese, quello dell’evasione fiscale. Sarebbe difficile sostenerlo, del resto, nel momento in cui i dati di Confcommercio raccontano che in Italia non vengono pagati il 14,5% dei tributi dovuti, con punte del 19,5% nel Mezzogiorno. Quanto piuttosto perché l’infedeltà fiscale degli italiani «è contemporaneamente causa e conseguenza di sistema enormemente complesso che rende anche il contribuente onesto molto vulnerabile» di fronte ad accertamenti e contenziosi.

Complessità e contenziosi. Due facce della medesima medaglia. 53 adempimenti e 22 date da segnarsi sul calendario sono il biglietto da visita di uno dei sistemi più complessi al mondo. Ed è fisiologico, in una giungla simile, che siano pendenti ben 469mila controversie fiscali, di cui 231mila sono insorte nel solo 2016, per una cifra complessiva di 31,7 miliardi di euro e una media di 137mila euro per ogni contestazione. L’ingrediente nascosto di questo cocktail micidiale però è un altro e si chiama presunzione: «È come se il fisco dicesse: io penso che tu abbia evaso le tasse, o anche solo che tu abbia interpretato male una norma - spiega Zampiccoli -. Se non sei organizzato e non sai dare flussi d’informazione tempestiva, tutelarti è impossibile. Forse un tempo il contribuente riusciva a sguazzare nella confusione. Ora muore».

Forse parlare di morte è esagerato, ma l’agonia è comunque lunga. Si stima che per risolvere un contenzioso fiscale ci vogliano in media 757 giorni, quasi due anni. In Sardegna, relativamente alla sola Commissione Tributaria Regionale, ne servono 1308, record italiano. Tempi che dipendono anche da una fase di verifica quantomeno elefantiaca: «È un problema sottovalutato ed enorme - spiega Zampiccoli -. Chi non l’ha mai fatto non ha idea di quanta carta viene spostata e di quante persone devi occupare per farlo. Devi portare tutto dal commercialista che a sua volta porta tutto in agenzia. Oppure devi mettergli a disposizione un ufficio nella tua sede. È un processo che genera uno stress clamoroso, per il cliente. Tanto più in un Paese che già ha una marea di adempimenti».

Complessità e contenziosi. Due facce della medesima medaglia. 53 adempimenti e 22 date da segnarsi sul calendario sono il biglietto da visita di uno dei sistemi più complessi al mondo. Ed è fisiologico, in una giungla simile, che siano pendenti ben 469mila controversie fiscali, di cui 231mila sono insorte nel solo 2016, per una cifra complessiva di 31,7 miliardi di euro e una media di 137mila euro per ogni contestazione

Filosofia fiscale nasce principalmente per risolvere questo problema. È un servizio in cloud che custodisce tutta la documentazione obbligatoria o utile ai fini di accertamenti fiscali, «o ancora meglio - spiega Zampiccoli - tutta la documentazione e i dati strutturali anche in vista di una revisione di bilancio, o un finanziamento bancario, o per presentarsi al bando o a una domanda di contributo». Non solo: «Vogliamo anche educare a una corretta conservazione dei documenti aziendali: nel momento vedi una cartella che ti chiede un documento che tu non hai mai archiviato, pensi di doverlo fare».

L’obiettivo finale però non è né l’ordine, né la conservazione, ma molto più prosaicamente evitare qualsiasi contenzioso: mettere immediatamente a disposizione tutti i documenti evita presunzioni contestazioni molto difficili da smontare: «Mettiamola così - spiega Zampiccoli: la commissione tributaria non è esattamente dalla parte dei contribuenti. Parlo per Trento: in primo grado, se hai ragione e riesci a dimostrarlo in tutto e per tutto, magari vinci. In secondo grado, però, è probabile perdere comunque». I numeri le danno ragione: l’indice di vittoria dell’Agenzia delle Entrate è, in Italia, del 69,2%. A Trento, dove lavora Michela Zampiccoli, dell’81,9%. Più o meno come la Juventus quando gioca in casa. Fattore campo, per l'appunto.

Fosse tutto qua, sarebbe solo un bel servizio innovativo. Nella testa di Michela Zampiccoli e di quelli di Filosofia Fiscale c’è un obiettivo ancora più ambizioso: usare questa intuizione per una rivoluzione digitale dell’erario, cosa che attraverso i suoi clienti la Zampiccoli sta già sperimentando con l’Agenzia delle Entrate di Trento «Da schermo per evitare contestazioni e contenziosi, Filosofia Fiscale può diventare uno strumento per rivoluzionare il rapporto tra il contribuente e lo Stato - spiega -. Un sistema che prevede la registrazione ordinata dei documenti una canale preferenziale come una chat attiva 24 su 24 per risolvere i dubbi e ridurre il rischio di errori, può davvero essere il canale privilegiato per abbattere il numero di contenziosi e aumentare il gettito. E se aumenta il gettito si possono ridurre aliquote e adempimenti». Chiavi di volta, queste, - e per questo si parla di filosofia - per ricostruire un rapporto di fiducia e buona fede tra Stato e contribuente.

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