Basta ipocrisie: anche in quest’epoca sono gli schiavi che fanno andare avanti il mondo

Nonostante la condizione legale di schiavo sia stata abolita secoli fa, gli schiavi esistono ancora. E sono tantissimi: secondo alcune stime accurate, almeno 21 milioni. Molti di più di quanti ce ne erano 500 anni fa

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ARIF ALI / AFP

3 Agosto Ago 2017 1020 03 agosto 2017 3 Agosto 2017 - 10:20
Tendenze Online

Sono sempre di più, ma nessuno lo vuole ammettere. Gli schiavi nel mondo, secondo i calcoli dell’economista Siddarth Kara, sarebbero almeno 21 milioni. Nel periodo compreso tra XVI e XIX secolo, che in tanti considerano superato per sempre, erano circa 13 milioni. Come si scrive bene qui, il primato appartiene a quest’epoca.

Lo studioso lo scrive nel suo ultimo libro, Modern Slavery, di prossima uscita, dopo una ricerca durata 15 anni, condotta in 51 Paesi e intervistando almeno 5000 persone (tutte vittime dello schiavismo). “Lo schiavismo – sostiene in una intervista al Guardian – è il terzo mercato più redditizio, dopo il traffico di droga e, al primo posto, quelle delle armi”. Facendo i conti, si scopre che ogni anno, nelle mani degli sfruttatori, piovono circa 150 miiardi di dollari. Per ogni schiavo, spiega, “il profitto annuale può variare da qualche migliaio di dollari a centinaia di dollari”. Sono stime, ma piuttosto precise, sostiene.

Il più diffuso è lo schiavismo sessuale. Secondo i calcoli di Kara, rappresenterebbe il 5% del totale. Ed è, di gran lunga, anche quello che genera più profitti: almeno 36mila euro a testa per ogni schiavo/a. Certo, sottolinea, è anche quello più presente nei media e più denunciato di frequente. Ma, come ricorda l’Onu, le modalità di sfruttamento dell’uomo sull’uomo sono pressoché infinite. Elemosina, bambini-soldato, matrimoni forzati, traffico di organi, vendita di bambini e lavori di ogni genere.

È qui il punto: spesso lo schiavismo si incontra tutti i giorni. Per strada, sul lavoro: è “diffuso nelle industrie dell’edilizia, o dell’agricoltura e della pesca, o dei lavori domestici”. Tutti settori fondamentali per l’andamento di un Paese. Nonostante i proclami, le belle parole e l’abolizione della condizione legale di schiavo, anche oggi – va ammesso – la modernità, per funzionare nel suo sistema, non riesce a farne a meno.

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