Cari amici democratici, il Pd sembra la Lega Nord e voi tutti zitti?

“Razza italiana”, “aiutiamoli a casa loro”, “inaccettabile salvare vite”, “tasse più alte a chi aiuta i profughi”: errori di comunicazione? No, chiara strategia politica. E i militanti che si erano battuti contro tutte le destre e per le vittime di tutte le guerre perché non dicono nulla?

Partito Democratico

MARCO BERTORELLO / AFP

MARCO BERTORELLO / AFP

8 Agosto Ago 2017 1513 08 agosto 2017 8 Agosto 2017 - 15:13

Cari amici sinceramente democratici iscritti al Partito Democratico, sentitamente convinti che la famosa “svolta a destra” che in molti quotidianamente denunciamo (e tutte le volte voi ci spiegate con pazienza che siamo accecati da un eccesso di antirenzismo e che scambiamo per svolte politiche dei “banali errori di comunicazione”), scrivo a voi che davvero credete che il Pd possa recuperare il terreno perduto, consapevoli che lì dentro, nonostante tutto, ci sia ancora una parte consistente del centrosinistra che fu, quello che tenne botta contro il degrado morale del berlusconismo in tutti i suoi diversi rivoli e che denunciò con rigore ogni rigurgito razzista della Lega fin da quando i “terroni” erano i nemici che avrebbero distrutto il glorioso nord, scrivo a voi in questi giorni che segnano un filetto di infelicissime uscite di alcuni vostri compagni di partito, così impiastricciati sulle questioni di razza, di tasse sulla solidarietà, di “aiutiamoli a casa loro” fino all’ultima follia sulla colpa di “volerli salvare tutti”: ma perché tacete?

Davvero. Perché non alzate la voce? Perché permettete alla parte peggiore del vostro partito (quella che voi stessi definite “casi isolati” o “fraintesi”) di segnare così profondamente l’immagine del Pd e determinarne la sua involuzione? Perché fate spallucce di fronte a questioni per cui vi siete immolati tutta una vita? Perché accettate di essere confusi in questo scadente corporativismo anacronistico e masochista?

Perché non alzate la voce? Perché permettete alla parte peggiore del vostro partito (quella che voi stessi definite “casi isolati” o “fraintesi”) di segnare così profondamente l’immagine del Pd e determinarne la sua involuzione? Perché fate spallucce di fronte a questioni per cui vi siete immolati tutta una vita? Perché accettate di essere confusi in questo scadente corporativismo anacronistico e masochista?

Non vi scrivo con acrimonia e nemmeno con intenti satirici. Nemmeno mi interessa qui ora discutere delle azioni di governo (che io trovo confuse, inefficaci e populiste) o di Ong. Qui è altro: qui si tratta di porre un limite al degrado e prenderne le distanze per non finirci invischiati. Se la Prestipino parla di “sostegno alle mamme per continuare la razza italiana”, poi il deputato Stefano Esposito dice che “Ci sono alcune ong che hanno una posizione ideologica – o ideale, dal loro punto di vista – per cui il tema è esclusivamente salvare vite umane. Noi non ce lo possiamo permettere” e poi la sindaca di Codigoro si inventa di “alzare le tasse a chi ospita profughi”, tutto nell’arco di un pugno di giorni, qui non si tratta di scelte politiche, no. Non è politica: è un confine etico, una questione morale. Niente a che vedere con le politiche sull’immigrazione e nemmeno con il “dipartimento mamme”; non c’entrano nulla le politiche di accoglienza e nemmeno il codice di condotta per le Ong. Qui siamo nel campo dello sfioramento della merda pur di accontentare qualche istinto oppure nell’ignoranza pura delle regole basilari della nostra democrazia. Che sia un errore di comunicazione, no. Questo no. Vi prego. Basta. Voi eravate, voi cari amici sinceramente democratici iscritti al Pd, quegli stessi che sugli errori di comunicazione di quel tale di Arcore avete partorito miriadi di articolesse per ricordare (giustamente) che il linguaggio è cultura, politica e senso. Eravate gli stessi che esultavano riguardando la scena de “le parole sono importanti” di Nanni Moretti, che si promettevano solennemente di non compiere gli stessi errori dei dirigenti demoliti (giustamente) nel film.

Perché tacete? Perché davvero vi accontentate delle parole di circostanza del vostro segretario (anzi, del Vostro Segretario) rinunciando al basilare ruolo di condanna pubblica contro le infamità di qualche compagno di partito? Perché non alzate la manina per dire “questa è una cazzata clamorosa”? Giuro. Non lo capisco.

E mi ci sforzo, di capire. Tacete per quel vecchio adagio che “i panni sporchi si lavano in casa”? Davvero nell’era dei social, della pornografia delle notizie e del profluvio di dichiarazioni credete che non parlarne sia la soluzione migliore per ridurre il danno? No, dai. Non credo.

Tacete perché il Capo ciclicamente condanna la litigiosità, come quelle coppie marcite nella consuetudine dell’ignorarsi? Davvero pensate che sia compito di qualche comitato di garanzia censurare le cazzate che vengono dette? Davvero? Proprio voi del “partito liquido”, liberali ma di sinistra? Dai, no.

Tacete perché anche voi siete convinti che con qualche sputacchio a destra si possa recuperare qualche voto? Voi che siete scesi in decine di marce della pace? Voi che alle Feste dell’Unità finivate le riunioni a notte fonda per organizzare i dibattiti sulle guerre più nascoste nelle dittature dall’altra parte del mondo? Non mi pare credibile, no.

Allora perché?

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