Elvis è ancora vivo: quarant’anni di allucinazioni e avvistamenti

Il re del rock è morto il 16 agosto del 1977. Ma i suoi fan più accaniti non ci credono: secondo loro ha inscenato la sua morte per fuggire da una vita di eccessi troppo pericolosa. E ogni tanto capita di incontrarlo in giro

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16 Agosto Ago 2017 1100 16 agosto 2017 16 Agosto 2017 - 11:00

Elvis non è mai morto. Quella del 18 agosto del 1977, giorno (presunto) della sua dipartita, era in realtà tutta una messinscena, un modo per permettere una via di fuga definitiva al Re del rock, ormai stanco di una vita (inteso: uno stile di vita) che gli provocava più problemi che altro, o addirittura – dicono – per scappare dalle grinfie della mafia. Questa è più o meno la convinzione del 20% degli americani. Gli altri 80%, dimostrando più saggezza, si sono arresi all’evidenza: anche le leggende possono morire.

Eppure, a rinsaldare la convinzione della minoranza non-tanto-silenziosa, negli anni sono avvenuti alcuni avvistamenti. Elvis, abbandonata per sempre Memphis, sarebbe stato incontrato in vari angoli della Terra, quelli in cui avrebbe scelto di inventarsi una nuova vita, oltre che una nuova identità.

Il primo avvistamento, già smentito senza possibilità di appello, sarebbe avvenuto proprio il 16 agosto del 1977, nel pomeriggio. Un uomo che gli somigliava tantissimo avrebbe comprato un volo di sola andata per Buenos Aires, usando addirittura il nome di Jon Burrows, lo pseudonimo preferito dal cantante quando andava negli alberghi. Patrick Lacy, autore del libro Elvis Decoded, si è dedicato a questa storia e ha intervistato gli ufficiali aeroportuali. Scoprendo che, ad esempio, all’epoca da Memphis non partivano voli internazionali.

Il secondo avvistamento avviene qualche mese dopo, addirittura documentato da una fotografia. Il 31 dicembre 1977, un uomo in visita a Graceland, la maestosa villa tenuta di Elvis, fece alcune foto a caso alla pool house. Qualche anno dopo, riguardandole, notò qualcosa di strano: un’ombra strana che si notava vicino alla porta d’ingresso. E aveva le sembianze di Elvis Presley. La cosa suscitò un certo rumore: vennero chiamati esperti della Kodak, che dichiararono che la foto non era stata manomessa. Allora qualcuno c’era. Ma a quanto pare non era Elvis. Forse, come suggerì Joe Esposito, amico di Elvis, si trattava di un altro suo amico, un certo Al Strada.

La terza volta risale al 1984, quando in una fotografia si vedono Jesse Jackson, Muhammad Alì (che era grande amico di Elvis) e Larry Kolb, celebre agente sportivo che, in quell’occasione, sembrava vestito da Elvis. La fotografia fu pubblicata in un giornale, la cosa provocò delle reazioni e Kolb fu costretto a mostrare in pubblico la fotografia originale, a colori, che dimostrava in modo definitivo che non si trattava di Elvis. Sembrava tutto rientrato, se non fosse stato per quel burlone di Muhammed Alì, che in un’intervista, quando gli fu mostrata la foto, disse, “Ah, quello è il mio amico Elvis”.

La quarta e le numerose successive avvengono tutte a Kalamazoo, un piccolo centro del Michigan dove Elvis aveva suonato in concerto qualche mese prima della morte. Un curioso caso di allucinazione collettiva. Alla fine degli anni ’80 gli avvistamenti non si contarono. Una donna dichiarò, convintissima, di aver visto Elvis, vivissimo, mentre faceva la coda al supermercato locale. La figlia, pochi minuti dopo, lo aveva visto andare al Burger King, che guarda un po’, era anche la sua catena di fastfood preferita.

Ma non è finita: Elvis fu visto alla pompa di benzina, in giro per la città, ancora al fastfood. Un ritorno a una vita umile e semplice, quella che conduceva prima di diventare the Pelvis.

Ma il richiamo della fama è troppo forte, anche per un uomo che ha deciso di vivere in incognito. E allora perché non tornare al cinema, anche solo pochi minuti, anche solo come comparsa? E così eccolo qui, un po’ invecchiato, in Mamma ho perso l’aereo!, nel 1990. Sarebbe il tizio barbuto alle spalle della madre di Macaulay Culkin. Osservare bene: somiglia all’Elvis di Charro! e, secondo i sostenitori di questa bizzarra teoria muove la testa proprio come la muoveva Elvis.

Il regista e Macaulay Culkin, quando hanno saputo di questa cosa, hanno riso alla grande. Ma l’identità della comparsa non è mai stata rivelata.

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