La mela che conosciamo? L’hanno inventata i mercanti della via della Seta

Il frutto ha un patrimonio genetico più complicato del nostro e una storia molto affascinante. C’entra il Kazakistan, il commercio tra Europa e Asia, l’abitudine di lanciare i semi a terra dopo aver mangiato

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Alex Tian (da Flickr)

23 Agosto Ago 2017 1300 23 agosto 2017 23 Agosto 2017 - 13:00

Hanno un genoma più complesso degli esseri umani, vengono dal Kazakistan e, se assunte a dosi giornaliere, tengono lontani alcuni specifici professionisti. Sono le mele. Il frutto più comune, all’apparenza più banale, ha una storia straordinaria: fatta di incroci secolari avvenuti lungo la via della Seta e un’evoluzione graduale in diverse forme e generi. Alla fine, il frutto (in senso metaforico e letterale) che ne è uscito è la diffusissima Malus Domestica, che affonda le proprie radici (in senso metaforico e non proprio letterale) nella selvatica Malus sieversii, la madre di tutte le mele, la progenitrice di tutte le specie, la più antica del mondo. Quella che, con ogni probabilità, avrebbero assaggiato Adamo ed Eva, se non fossero stati solo una leggenda.

Tutte cose scoperte da uno studio condotto nel 2010. Gli scienziati hanno sequenziato il genoma della mela domestica, e hanno trovato ben 57mila geni. Gli esseri umani, per contro, ne hanno 19mila. Dopo aver analizzato 117 mele, provenieni dalle 24 specie diverse conosciute, sono stati in grado di risalire all’antenato comune, la Malus sieversii, in particolare la specie delle montagne del Tian Shan. La particolarità di questa specie è la sua straordinaria capacità di resistenza. Gli scienziati sperano che, studiando le caratteristiche genetiche di questo esemplare, si riesca a individuare i geni che aiutano ad aumentare le dimensioni delle mele, a renderle più succose e ad aumentare le resistenze naturali (cioè non indotte dagli anticrittogamici) agli insetti e alle malattie.

Per adesso, però, hanno solo ricostruito la sua storia. I commercianti della via della Seta, la grande arteria di commerci che univa l’Oriente con l’Europa, sono i maggiori responsabili della sua diffusione. O gettando i semi lungo la strada, o vendendole come prodotto. O ancora, piantandole in modo deliberato. Le mele hanno prevalso sulle altre specie: a occidente si sono mescolate con le cosiddette crab apple, cioè i fiori di Bach, che hanno reso la polpa più densa e il sapore più amaro. A Oriente invece hanno incontrato meno resistenza, dando origine a un tipo di mela più morbido e dolciastro, quella che si incontra, per capirsi, in Cina. Esistono così, al mondo, mele da sgranocchiare e mele da cuocere. E anche mele da sidro. Tutte però derivano da un’unica specie, kazaka e resistente, che è stata trasportata in giro per il mondo dai commercianti.

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