Vuoi che tutti leggano le tue mail? Scrivi qualcosa di utile

Quando scriviamo corriamo il rischio di farlo per noi stessi: è un lusso che non possiamo permetterci. Soprattutto sul lavoro!

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Immagine con licenza Pixabay.com

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29 Agosto Ago 2017 1200 29 agosto 2017 29 Agosto 2017 - 12:00
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Gli aspiranti scrittori si rassegnino: un conto è scrivere per diletto, un conto è farlo per lavoro. Sembra banale. Ma la differenza è sostanziale. Nel primo caso, i destinatari siamo con ogni probabilità noi stessi; nel secondo lo sono sicuramente gli altri. Un bel cambio di prospettiva. Che a sua volta presuppone un concetto diverso di utilità.

Se scriviamo un testo per il piacere di farlo, non abbiamo necessariamente uno scopo di utilità, se non quella dell’autocompiacimento. L’ “utilità” per gli altri diventa relativa o addirittura accessoria.

Quando scriviamo una mail di lavoro, abbiamo un obiettivo: creare un primo contatto con un potenziale cliente, spiegare le funzionalità di un prodotto, allineare i nostri agenti su un nuovo progetto. Quale che sia non importa, l’importante è stabilire una relazione che sortisca l’effetto da noi sperato!

La scrittura è il veicolo del nostro messaggio e con l’avvento della comunicazione 4.0 ognuno di noi ne fa un uso costante. La conseguenza è un fiume di parole che ogni giorno, puntualmente, ci travolge, mischiando quelle davvero importanti con quelle superflue o comunque trascurabili.

Come fare allora per essere sicuri che il messaggio venga accolto e colto dal nostro destinatario? Semplice: dobbiamo fare in modo che anche quest’ultimo intuisca un beneficio per sé in ciò che scriviamo.

Se io mi limito a un elenco dei dati tecnici, sarò stata sì precisa, ma probabilmente il potenziale consumatore non ne avrà capito la funzione. Se invece spiegherò a cosa serve questa nuova caratteristica e i benefici che può apportare, ecco che il prodotto assumerà interesse

Sembra difficile? In realtà non lo è se il nostro testo risponde subito a una domanda che chi legge si fa spesso: “E quindi?”. O tradotto con la solita efficacia dell’inglese, “So what?”. Pensiamo per esempio al manuale d’uso che accompagna certi prodotti.

Se io mi limito a un elenco dei dati tecnici, sarò stata sì precisa, ma probabilmente il potenziale consumatore non ne avrà capito la funzione. Di conseguenza una nuova caratteristica anche sostanziale, presentata però solo con il nome tecnico, verrà catalogata dall’utente medio come “qualcosa da nerd, che non capisco e non mi interessa”.

Se invece spiegherò a cosa serve questa nuova caratteristica e i benefici che può apportare, ecco che il prodotto assumerà interesse. Sarà più appetibile. E non è forse questo il mio obiettivo iniziale?

Quando scriviamo dobbiamo avere ben presente l’utilità che quel testo può avere per noi e per il nostro destinatario. In altre parole, noi raggiungiamo il nostro scopo se anche gli altri raggiungono il loro. Facciamo allora in modo di centrare l’obiettivo!

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