Obbligo vaccinale, Emiliano fa più danni dei NoVax

Volete l’esempio perfetto di un istituzione che si sottomette al pensiero magico della pancia del Paese? Ecco le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia a margine di un incontro con un gruppo di anti-vaccinisti

Michele Emiliano
30 Agosto Ago 2017 1119 30 agosto 2017 30 Agosto 2017 - 11:19

Difficile trovare un tema che racconti meglio dell’obbligo vaccinale cosa sia l’Italia di oggi, il suo dogmatico anti-scientismo, la sua sfiducia verso qualunque autorità istituzionale, il suo bisogno di pensieri magici e la subalternità della sua classe politica - meglio: di una sua parte consistente - di fronte a tutto questo.

Allo stesso modo - non ce ne vogliano leghisti e grillini - è difficile trovare un politico che per status e storia professionale incarni meglio di Michele Emiliano questa subalternità. Giudice prima, sindaco poi, presidente di Regione ora, Emiliano, in teoria, è istituzione praticamente dalla sua maggiore età. Tutto dovrebbe essere, fuorché permeabile all’emotività e alle paure controfattuali e scientificamente immotivate degli anti-vaccinisti. E invece, a margine di un incontro con un associazione NoVax, il buon Michele riesce nell’impresa di calarsi perfettamente nella parte del capopopolo, con una serie di dichiarazioni che lasciano davvero a bocca aperta.

Dice, Emiliano, che quello dell’obbligatorietà è stato un «errore politico» che sta avendo l’effetto contrario, cioè «un’opposizione alla volontà di vaccinarsi più forte di quella che esisteva in precedenza». Sui dati recenti, visto che il decreto ha due mesi di vita e l’obbligo vaccinale per iscriversi a scuola scatta tra qualche settimana, alziamo le braccia. Ma facciamo fatica a difendere il presidente della Regione Puglia quando dice che fino a qualche mese fa, vaccinarsi era «normale e ben accetto dalle famiglie». Forse dimentica, Emiliano, che il decreto Lorenzin si è reso necessario dopo anni di costante crollo della copertura relativa ad alcune malattie infettive come il morbillo, passata dal 90,6% del 2010 all’85,3% del 2015 e al contemporaneo ed esponenziale aumento di morti legate alla medesima malattia, 743 solo nei primi due mesi del 2017, laddove in tutto il 2015 erano decedute “solo” 258 persone.

Peraltro, Emiliano dice pure che la Puglia era «forse la (regione) più virtuosa d’Italia in materia di vaccinazioni» e anche qui i dati lo smentiscono piuttosto clamorosamente. Come tasso di copertura complessiva infatti, la sua regione staziona stabilmente a metà classifica relativamente a ogni vaccino obbligatorio. Limitandoci al morbillo e alle sole regioni del Mezzogiorno - alcune molto anti-vacciniste, altre meno -, la Puglia ha un tasso di copertura inferiore a quello di Abruzzo, Lazio e Calabria. Ricordiamo a Emiliano, già che ci siamo, che sopra il 95% del tasso di copertura, il virus cessa di circolare, per quello che viene definito “effetto gregge”. Più si scende sotto questa soglia, più c’è il rischio che la malattia si propaghi, contagiando persone non vaccinate ed esponendole al rischio di complicanze anche gravi. Ecco: in Puglia nessun vaccino raggiunge la soglia del 95% e quello del morbillo si ferma all’84,15%, sotto la media nazionale. Salerno, per dire, supera il 95%.

Emiliano dice pure che la Puglia era «forse la (regione) più virtuosa d’Italia in materia di vaccinazioni» e anche qui i dati lo smentiscono piuttosto clamorosamente. Come tasso di copertura complessiva infatti, la sua regione staziona stabilmente a metà classifica relativamente a ogni vaccino obbligatorio. Limitandoci al morbillo e alle sole regioni del Mezzogiorno - le più anti-vacciniste di tutte -, la Puglia ha un tasso di copertura inferiore a quello di Abruzzo, Lazio e Calabria

Ma le argomentazioni controfattuali di Emiliano non finiscono qua. Il Presidente ci dovrebbe spiegare, ad esempio, su che basi ritiene che l’obbligo vaccinale - pena la non iscrizione a scuola - farà diminuire la propensione a vaccinarsi. Dobbiamo aspettarci che due bambini su dieci non si iscriveranno alle scuole dell’obbligo, cosa peraltro vietata dalla legge? O forse è più probabile - come già accadeva sino a vent’anni fa, prima che si derogasse all’obbligo vaccinale - che i tassi di copertura dei vaccini finiranno per raggiungere e superare il 95%?

Allo stesso modo, Emiliano ci dovrebbe dire che senso abbia dire che sia questa legge che «sta chiaramente seminando il panico e per certi versi purtroppo creando anche sospetto», laddove invece è stata proprio la libertà concessa dallo Stato negli ultimi vent’anni ad aver dato fiato e spazio alle teorie anti-vacciniste. E allo stesso modo, ci dovrebbe spiegare che cosa c’entri tutto questo coi tempi «di contrapposizione al potere istituzionale e di sfiducia nella classe politica», escludendo ovviamente che Emiliano stesse parlando del consenso che rischia di perdere nell’alveo elettorale dei movimenti anti-vaccinisti a cui ha lisciato il pelo sino ad ora, che potrebbero finire tra le braccia del Movimento Cinque Stelle.

Il capolavoro, però, è nella coda. Già perché Emiliano dice contemporaneamente che la Regione darà applicazione alla legge, fornendo tutta l’assistenza necessaria, e contemporaneamente sosterrà le famiglie intenzionate a fare ricorso contro il Decreto Lorenzin. Peraltro, in aperta opposizione con il Partito Democratico di cui Emiliano, fino a prova contraria, fa parte. Domanda: è così che la politica si riguadagna la fiducia? Evidentemente sì, nel meraviglioso mondo di Michele Emiliano. A noi, qualche dubbio viene.

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