Tutti i misteri sul sonno, rivelati

I pipistrelli dormono tantissimo, le giraffe pochissimo. I gatti molto più dell’uomo e il record di massima assenza di sonno senza stimolanti appartiene a uno studente californiano: 11 ore

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SPENCER PLATT / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

30 Agosto Ago 2017 0830 30 agosto 2017 30 Agosto 2017 - 08:30
Tendenze Online

Potranno essere diversi i materassi, i letti, le lenzuola e le camere. Cambiare le sveglie, i pigiami e le posizioni. Ma tutte le persone, in tutto il mondo, prima o poi nella giornata devono dormire. Almeno un po’. Una legge di gravità, a suo modo, che trascina tutti a terra: perché di sonno si può, alla lettera, crollare.
Stupisce allora che tutti dormano, ma pochi sappiano bene cosa sia il sonno. E meno ancora conoscono tutte le curiosità e le statistiche che girano intorno al dormire. LinkPop, ispirato da questo articolo di Quora, ne ha messe insieme un po’. Per avere qualcosa da leggere prima di addormentarsi.

Animali
Una giraffa ha bisogno, in media, di due ore di sonno al giorno. Il vespertilio bruno (un pipistrello), invece, ne richiede ogni giorno almeno 20. Questioni di vitalità. I gatti, dal canto loro, passano almeno due terzi della propria esistenza dormendo. E non di notte.

Letti separati
Il 25% delle coppie sposate dorme in letti diversi. Le ragioni? Si dorme meglio.

Sogni
Almeno il 12% della popolazione sogna in bianco e nero. Le persone sordomute, quando attraversano la fase r.e.m usano il linguaggio del corpo anziché parlare nel sonno. Tutti, però, cinque minuti dopo il risveglio, dimenticano più della metà di quanto hanno sognato.

Carenza di sonno
Per addormentarsi, in teoria, servirebbero almeno 10/15 minuti. Se succede prima – e soprattutto, se succede entro cinque minuti, vuol dire che si è in carenza di sonno. Gli esseri umani sono gli unici mammiferi in grado di ritardare, per scelta, il sonno. Ma può essere un problema: non dormire uccide. Il record massimo di assenza di sonno prolungata appartiene a Randy Gardner, uno studente californiano: nel 1964 è riuscito a non dormire per 11 giorni di fila. Era seguito da un’équipe di medici che monitorava ogni minuto della sua veglia e controllava i cambiamenti nella psiche provocati dalla privazione di sonno. Umore incontrollabile, semi-scomparsa della memoria a breve termine, minor capacità di concentrazione e riduzione generale delle capacità cognitive. Alla fine, raggiunto il record, è andato a dormire. E per riprendersi è bastata una settimana di sonno normale.

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