Mellano, ecco come funziona un allevamento biologico: «Innovazione e benessere animale al primo posto»

«È una scelta che fai perché ci credi, non per soldi. Da noi i lavoratori devono tenere un tono di voce che non spaventi gli animali», racconta Raffaella, giovane titolare dell’azienda di famiglia. «Il sogno? Fare formazione e riavvicinare i giovani alla terra»

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6 Settembre Set 2017 1200 06 settembre 2017 6 Settembre 2017 - 12:00
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«Mio padre ha iniziato a fare agricoltura e allevamento biologico quarant’anni fa, quando non lo faceva nessuno. Non c’erano mode, non era un’opportunità di mercato. Semplicemente non gli piaceva usare i pesticidi». Benvenuti ad Aglié, nelle campagne del canavese, tra Torino e Ivrea. È lì che la famiglia Mellano ha iniziato la sua pionieristica attività agricola nelle terre inesplorate di un“agricoltura e di un allevamento diversi. È lì che Raffaella, insieme al fratello, ha preso le redini di un’azienda con quattro generazioni alle spalle, per farla diventare grande.

In questo processo di crescita, il 2013 è un anno chiave. In quell’anno, nasce infatti la Cooperativa Natura e Alimenta un sodalizio di piccole imprese agricole biologiche e biodinamiche locali, allo scopo di ottimizzare i costi e i processi produttivi, soprattutto in relazione all’ultimo miglio della filiera, quello del marketing, della comunicazione e della vendita. È grazie e attraverso la cooperativa che Mellano è entrata nel progetto Fattore Futuro, diventando fornitore di carne bovina per McDonald’s: «Quando si doveva scegliere se partecipare al percorso di selezione i soci erano titubanti, McDonald’s era considerata la cosa più distante da noi - racconta Raffaella -. Però ci siamo detti che se loro aprono, non ha senso chiudere. Poteva essere una cosa positiva, potevamo far vedere cosa stiamo facendo, poteva aiutarci a cambiare le cose».

Dietro il biologico c’è un mondo di innovazione. Ci sono impianti di biogas che producono più energia di quella che l’azienda effettivamente usa, c’è il calore dei motori che scalda l’acqua degli animali, ci sono sistemi elettronici di controllo dei consumi. E poi c’è il benessere animale

Anche perché le cose sono tante e dietro il biologico c’è un mondo di innovazione. Ci sono impianti di biogas che producono più energia di quella che l’azienda effettivamente usa, c’è il calore dei motori che scalda l’acqua degli animali, ci sono sistemi elettronici di controllo dei consumi. E poi c’è il benessere animale, con un attenzione lontana anni luce da quella dell’allevamento industriale: «Gli animali da noi non sono legati e possono muoversi liberamente, - spiega Raffaella Mellano -. Rispettiamo la gerarchia dei gruppi e abbiamo meno animali, circa un migliaio, offrendo loro molto più spazio di quello che avrebbero in un allevamento convenzionale. Da noi gli operatori devono anche stare attenti al tono di voce che usano, per evitare di spaventarli».

È una scelta, questa, che ha sbocchi di mercato soprattutto all’estero: «Abbiamo tanti prodotti che vendiamo alla distribuzione biologica ed esportiamo in Germania, Svizzera, Francia Usa - spiega Raffaella Mellano - Invece in Italia il biologico fa ancora fatica». ll futuro si chiama efficienza e innovazione, ma soprattutto formazione: «Vogliamo lavorare tanto sulla formazione: vogliamo che tanti ragazzi provino a entrare in questo settore, anche se è dura, anche se d’estate non si va in vacanza al mare, perché è il momento in cui il lavoro è più duro». Non è una sfida semplice, né una sfida vinta: «Per mio padre è stato molto più difficile di quanto può esserlo oggi per noi - spiega Mellano -. È una scelta che fai perché ci credi e per passione. Con costi elevati e ricavi che da soli non potrebbero mai ripagare sforzi e fatiche. Lasceremo una terra migliore, meno inquinata. Questo è quel che ci ripaga». Ed è più di qualcosa.

Fattore Futuro un progetto di McDonald’s nato con l’obiettivo di valorizzare e promuovere le filiere agricole italiane. L’iniziativa, che ha ricevuto il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, si è rivolta a imprenditori agricoli italiani con meno di 40 anni con un progetto di innovazione e sostenibilità per la loro azienda. Attraverso un bando, sono stati selezionati 20 agricoltori che sono entrati a far parte del sistema di fornitori di McDonald’s per tre anni. Sette le filiere coinvolte nel progetto: carne bovina, pollo, grano, insalata, patata, frutta, latte

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