Le nuova marcia su Roma è solo una buffonata, il razzismo degli italiani no

Volete occuparvi di cose serie? Leggetevi i dati sul razzismo degli italiani pubblicati qualche anno fa da Pew Research, ben prima della (virgolette) “emergenza profughi”. Scoprirete che il problema è un po’ più complesso delle scampagnate di un partito che ha lo zero virgola dei voti

Forza Nuova

CREDITANDREAS SOLARO / AFP

ANDREAS SOLARO / AFP

7 Settembre Set 2017 1200 07 settembre 2017 7 Settembre 2017 - 12:00

Ok, i fascisti di Forza Nuova ci riprovano e per il 28 ottobre prossimo hanno annunciato una “marcia dei patrioti” a Roma, che riecheggia sinistramente l’analoga marcia del 28 ottobre del 1922 dopo la quale Mussolini venne nominato primo ministro.

Apriti cielo. La marcia su Roma non può e non deve ripetersi, twitta la sindaca Virginia Raggi. 45 democratici chiedono al ministro dell’interno di non autorizzarla, Zingaretti e Fratoianni dicono la loro, qualcuno fa pure partire una petizione su Change. org. Insomma, missione compiuta: Forza Nuova ha ottenuto la visibilità che voleva e ha dimostrato che i presunti “buonisti” diventano intolleranti quando si tratta di loro. Perché è di questo che si trattava, non l’aveste capito. Di una buffonata per guadagnarsi un quarto d’ora di celebrità, non di una rivincita della Storia, che ormai nemmeno si ripete sottoforma di farsa, per fortuna.

Ciò di cui chi si definisce antifascista dovrebbe preoccuparsi non sono queste pagliacciate identitarie - cui segue, per istinto pavloviano, un’analoga risposta identitaria. Semmai, dovrebbe rivolgere lo sguardo a chi, democratico come lui, antifascista come lui, ha ormai sdoganato un bagaglio di stereotipi e di discriminazioni nel nome del buonsenso che se non sono razzismo ci assomigliano molto.

basterebbe guardate i dati di una ricerca di Pew Research di un paio d’anni fa, secondo cui già allora eravamo il Paese più razzista d’Europa, con l’86% della popolazione che aveva una percezione ostile nei confronti dei rom, il 61% nei confronti dei musulmani e il 21% nei confronti degli ebrei. Fate la tara a queste percentuali, se volete. Ma basterebbe parametrarle al consenso zero virgola qualcosa di Forza Nuova per capire che la situazione è un po’ più complessa

Tipo il ristoratore sincero democratico che circondato da avventori sinceri democratici “ma molto indietro con la mentalità” spiega a Paolo, cameriere brasiliano e mulatto, in Italia da quando aveva tre anni, che non può mettere ragazzi di colore in sala. O il cliente sincero democratico che bontà sua, scrive su Trip Advisor di non aver apprezzato la cameriera di colore che serve ai tavoli “con costume parzialmente ampezzano”. O l’organizzatore sincero democratico del festival canoro Canta Verona, che ha rifiutato l’iscrizione a Dora, quindicenne originaria del Ghana, perché “Italiani si nasce e non si diventa”. O tipo Matteo, sincero democratico e segretario di un partito che ha il quindici per cento dei voti, che riferendosi al caso della bambina trentina morta di malaria, ha affermato che “sarà andata come sarà andata, ma è innegabile che un certo tipo di malattie è legato al fenomeno migratorio”, nonostante i dati raccontino che la malaria entra in Italia più con gli italiani che con immigrati al primo ingresso e che l’emergenza sanitaria legata al fenomeno migratorio è una bufala che più bufala non si può.

Oppure basterebbe guardate i dati di una ricerca di Pew Research di un paio d’anni fa, secondo cui, già allora, ben prima della (virgolette) emergenza profughi, eravamo il Paese più razzista d’Europa, con l’86% della popolazione che aveva una percezione ostile nei confronti dei rom (Polonia: 34%), il 61% nei confronti dei musulmani (Francia: 24%) e il 21% nei confronti degli ebrei (Germania: 7%). Fate la tara a queste percentuali, se volete. Ma basterebbe parametrarle al consenso zero virgola qualcosa di Forza Nuova per capire che la situazione è un po’ più complessa. E che il buon senso degli altrettanto sinceri antirazzisti - convinti che non si debba costruire una narrazione uguale e contraria, ma che al contrario si debba carezzare questi pregiudizi dal verso del pelo, per depotenziarli - rischia solamente di tirare acqua al loro mulino. Caso vuole, ad esempio, che la Lega Nord sia cresciuta nei consensi ad agosto, nonostante la dottrina Minniti. Un caso? Forse. Ma se volete occuparvi di cose serie, anziché delle scampagnate di quattro sfigati con gli anfibi, eccole qua.

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