Parla Borrè, l’avvocato dei grillini epurati: «Loro li cacciano? Io li ho fatti tutti reintegrare»

Il legale, ex attivista pentastellato, ha difeso la genovese Marika Cassimatis e i militanti espulsi a Roma e Napoli. Adesso un suo esposto ha sospeso le regionarie siciliane. «Nulla di personale, ma le decisioni non possono essere calate dall’alto. Il sogno della democrazia diretta è fallito»

ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images
13 Settembre Set 2017 1615 13 settembre 2017 13 Settembre 2017 - 16:15

«In questi anni ho difeso trentuno attivisti espulsi o sospesi dai Cinque Stelle. E sono stati tutti reintegrati. En plein». C’è da scommettere che l’avvocato Lorenzo Borrè non goda di grandi simpatie tra i vertici del Movimento. Ex attivista pentastellato, un ricorso dopo l’altro è diventato il punto di riferimento degli epurati grillini. C’era lui al fianco di Marika Cassimatis, candidata sindaco di Genova poi allontanata da Grillo. E sempre lui ha difeso i 23 militanti cacciati da un meet-up napoletano. Lo scorso anno ha preso le parti di quattro attivisti esclusi dalle comunarie per il Campidoglio. Ma tra i suoi clienti c’è anche Cristina Grancio, la consigliera comunale romana sospesa dopo aver criticato la delibera sul nuovo stadio della Roma. L’ultima vicenda riguarda la Sicilia. Borrè è il legale dell’attivista palermitano Mauro Giulivi, escluso dalle regionarie dello scorso luglio. È suo il ricorso che ieri ha convinto il giudice a sospendere l’esito di quelle votazioni, creando non pochi grattacapi ai Cinque Stelle.

Avvocato, partiamo dalla fine. Perché Giulivi è stato escluso dalle regionarie siciliane?
È stato escluso sul presupposto della pendenza di un procedimento disciplinare nei suoi confronti che invece non è mai stato correttamente avviato, e per un fatto neanche lontanamente configurabile come illecito disciplinare. È un’esclusione senza motivo, peraltro. Perché lo statuto dei Cinque Stelle prevede come unica causa ostativa alle candidature l’aver ricevuto una condanna penale o l’essere sottoposti a procedimento penale.

Mi scusi, ma il procedimento disciplinare a cosa si riferiva?
Lo scorso febbraio, prima delle comunarie di Palermo, il mio assistito aveva ricevuto una e-mail in cui veniva convocato, nel giro di tre ore, per sottoscrivere un codice deontologico. Lui semplicemente non ha fatto in tempo. Ha letto il messaggio la sera, ha risposto chiedendo di poter leggere questo documento prima di doverlo firmare. Ma non ha ricevuto risposta è stato estromesso da quelle elezioni.

Torniamo alla regionali siciliane. Adesso che succede?
Il giudice ha disposto un’integrazione del contraddittorio nei confronti dei 62 esponenti del Movimento Cinque Stelle che hanno ottenuto la candidatura.

Voi chiedete l’annullamento di quel voto. Ma così non rischiate di fermare la campagna elettorale dei Cinque Stelle in Sicilia, invalidando la corsa del candidato presidente Giancarlo Cancelleri?
Non è proprio così: la campagna elettorale può continuare, ma la scelta dei candidati deve essere soggetta a nuove primarie. La soluzione è molto semplice: bisogna riavviare la procedura. Insomma, rifare le votazioni. Non ci sarà nessun danno per i Cinque Stelle, non vogliamo impedire la candidatura di nessuno. C’è tutto il tempo per svolgere nuovamente le regionarie, ovviamente con la partecipazione del mio assistito. La nostra è una richiesta legittima.

«C’è un dato che colpisce: tutte le espulsioni e i provvedimenti disciplinari sono stati adottati in prossimità di una scadenza elettorale, con l’effetto di impedire la candidatura di persone evidentemente poco gradite»

Da Palermo a Genova, qualche mese fa lei ha difeso anche Marika Cassimatis, candidata a sindaco e poi sospesa dal movimento.
Esatto, lei era la legittima candidata sindaco. Poi Grillo ha annullato d’autorità la votazione che l’aveva vista prevalere. A quel punto ha proposto un plebiscito su un altro candidato, estendendo il voto a livello nazionale e non più solo alla comunità cittadina dei Cinque Stelle. Dopo il mio intervento, il tribunale ha sospeso in via cautelare sia l’esclusione della Cassimatis che la seconda votazione.

L’anno prima lei aveva difeso alcuni militanti cacciati a Napoli e Roma.
A Napoli 23 attivisti erano stati espulsi dal meet-up con l’accusa di aver fatto parte di un gruppo segreto su Facebook. I tre militanti romani, invece, erano stati estromessi dalle comunarie capitoline. Oltre a loro c’è un quarto caso, quello di Mario Canino, che aveva persino superato quella selezione conquistando una candidatura in Campidoglio. Escluso dalle liste per non aver dichiarato che dieci anni prima era stato iscritto a un altro partito politico. Tutte decisioni sospese in via cautelare dal giudice.

Ormai è diventata una questione personale...
C’è un dato che colpisce: tutte le espulsioni e i provvedimenti disciplinari sono stati adottati in prossimità di una scadenza elettorale, con l’effetto di impedire la candidatura di persone evidentemente poco gradite.

La lista dei suoi assistiti intanto continua a crescere. La prossima settimana va in udienza il caso di Cristina Grancio, consigliera comunale a Roma, sospesa dal movimento per alcune diversità di vedute.
Sì, è stata sospesa per motivi che non ho ancora ben capito. Nel provvedimento che le è stato notificato si parla di condotte generiche. Avrebbe contestato l’operato del gruppo consiliare, le si imputano atteggiamenti contrari al movimento….

In realtà sembra che la consigliera paghi alcune critiche sulla delibera relativa al nuovo stadio della Roma, o no?
La consigliera aveva chiesto chiarimenti sull’acquisizione del terreno su cui si vuole costruire lo stadio. Ecco tutto. Ma ripeto, nel provvedimento con cui è stata sospesa non c’è questa specifica contestazione.

«Io ho fatto parte del Movimento Cinque Stelle, sono stato un attivista dal 2012 al 2015. Se sono spesso protagonista di queste vicende è perché ormai ho acquisito un’esperienza notevole. Queste cause non sono semplicissime, bisogna conoscere certi meccanismi. Trovare il bandolo della matassa è più semplice per chi è stato dentro al Movimento»

In totale quanti Cinque Stelle espulsi, allontanati o sospesi ha seguito come avvocato?
Sono trentuno in totale, tutti reintegrati. En plein.

Dica la verità, lei ce l’ha con il movimento di Grillo…
Guardi, io ho fatto parte del Movimento Cinque Stelle. Sono stato un attivista dal 2012 al 2015. Non mi sono mai candidato, la mia era una militanza di servizio. Se sono spesso protagonista di queste vicende è perché ormai ho acquisito un’esperienza notevole. Queste cause non sono semplicissime, bisogna conoscere certi meccanismi. Trovare il bandolo della matassa è più semplice per chi è stato dentro al Movimento.

Intanto a ogni elezione c’è un ricorso. Ammetterà che nelle regole dei Cinque Stelle forse qualcosa non va.
ll Movimento sconta un peccato originale. È regolato da uno statuto che non disciplinando alcuni aspetti essenziali della vita associativa deve essere integrato dal codice civile. Mi sembra che i vertici non si siano ancora resi conto che il M5S è un’associazione, e come tale soggiace alle regole del codice civile. Le decisioni non possono essere calate dall’alto, ma devono essere prese con metodo assembleare, cioè attraverso una discussione.

Tra pochi giorni, intanto, ci sarà un’altra selezione per scegliere il candidato premier. Secondo ogni pronostico il prescelto sarà Luigi Di Maio. Crede che anche questa votazione potrà aprire delle polemiche?
Non saprei, al momento ancora non si conoscono le regole. Se il candidato venisse in qualche modo imposto dall’alto sarebbe certamente un problema. Personalmente consiglierei di seguire il metodo scelto per l’individuazione del candidato presidente della Repubblica. Un’elezione a due turni. Facendo partecipare, in seconda battuta, solo i candidati più votati.

Da avvocato a ex militante, che giudizio ha del Movimento Cinque Stelle? Secondo lei l’obiettivo della democrazia diretta è stato raggiunto?
Secondo la mia valutazione quel progetto è fallito, assolutamente. Quando è stata esclusa Marika Cassimatis a Genova, Grillo ha chiesto agli iscritti di fidarsi di lui. Ecco, quella è stata la morte civile di ogni processo di democrazia dal basso. Dire “fidatevi di me” è un concetto messianico, non democratico.

A proposito di Grillo, in questi anni ha mai sentito lui o Casaleggio?
Non ho mai sentito nessuno. Ho avuto rapporti solo con i loro avvocati.

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