Sopportare i “no” della vita vuol dire allenare una dote indispensabile: la resilienza

Ogni fallimento o rifiuto. se accettato, ci rende più forti e consapevoli. Albert Einstein, Micheal Jordan e Walt Disney ne hanno avuti tanti prima del successo, ma hanno sempre cercato di dare un significato nuovo, positivo e costruttivo alle sconfitte, per ripartire

No mano
18 Settembre Set 2017 1600 18 settembre 2017 18 Settembre 2017 - 16:00
Tendenze Online

La strada verso il successo è costellata di ostacoli. Lo sanno bene coloro che hanno raggiunto risultati importanti nella propria vita. Una delle ragioni per cui non si raggiungono i propri obiettivi risiede nel fatto che si rinuncia troppo presto, spesso alle prime serie difficoltà.

I fallimenti antecedenti il successo sono in molti casi la norma, passi quasi obbligati per il conseguimento di ciò che realmente desideriamo. Ma proviamo a chiederci: quanti “no” siamo in grado di affrontare? Quante “batoste” siamo pronti a sostenere? Quanto siamo disposti a rialzarci dopo ogni caduta?

Esiste un concetto che traduce la capacità di fronteggiare efficacemente le avversità che incontriamo nel nostro percorso di vita, personale e professionale: si tratta della resilienza. Mutuato dalla fisica, dove il termine indica la resistenza di un materiale sollecitato meccanicamente, resilienza è per la psicologia la capacità di un individuo di resistere a un evento traumatico, riformandosi e rigenerandosi.

Esiste un concetto che traduce la capacità di fronteggiare efficacemente le avversità che incontriamo nel nostro percorso di vita, personale e professionale: si tratta della resilienza. Mutuato dalla fisica, dove il termine indica la resistenza di un materiale sollecitato meccanicamente, resilienza è per la psicologia la capacità di un individuo di resistere a un evento traumatico, riformandosi e rigenerandosi.

Ogni porta in faccia, ogni “no” che riceviamo possono rappresentare concretamente la possibilità di esercitare l’arte della resilienza, resistendo con flessibilità mentale e comportamentale, sfidando noi stessi, sempre di nuovo; rialzandoci ogni volta, più forti e consapevoli.

Molti sono gli esempi illustri di persone che, con un atteggiamento resiliente, hanno superato numerosi “no”, fino a raggiungere un successo ardentemente desiderato. Eccone alcuni.

  1. Albert Einstein nel 1895 fu bocciato all’esame d’ammissione al Politecnico di Zurigo per insufficienze nelle materie letterarie. La delusione non lo fermò. E il resto è storia.

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