Storia del nome "Jessica", nato dalla penna di Shakespeare

Prima del Mercante di Venezia non esisteva

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20 Settembre Set 2017 0830 20 settembre 2017 20 Settembre 2017 - 08:30

Ci fu un tempo in cui il nome Jessica non esisteva. Per l’esattezza, un arco che comprende tutta la storia dell’umanità fino al 1596, anno in cui William Shakespeare avrebbe cominciato a lavorare sul Mercante di Venezia, che è anche la prima occasione in cui compare “Jessica”. Proprio così: il nome lo ha inventato lui. Prima non esisteva.

Secondo gli studiosi, Shakespeare avrebbe adattato il nome ebraico Iscah, che compare en passant nella Genesi. Nella versione letta dal Grande Bardo “Isca” era già diventato Jescha, per cui l’ultimo salto in “Jessica” era quasi naturale. Ed era naturale, a quel punto, chiamare in quel modo la figlia di Shylock, l’ebreo cruduele del dramma.

Sarebbe un errore però pensare che, da quel momento, il nome diventi popolare. “Jessica” non supera la barriera della scena per molto tempo. Solo nel XX secolo comincia a prendere piede fino a toccare il suo apice, almeno negli Usa, negli anni ’80. Come si scrive qui, “Se ti chiami Jessica e sei nata negli tra il 1985 e il 1990, è molto probabile che tu sia cresciuta con altre Jessica, sia uscita con altre Jessica e ti sia laureata con altre Jessica”. Era maggioritario, come si può vedere qui. E lo è stato anche negli anni ’90, incoronato con la scelta di chiamare Jessica la moglie di Roger Rabbit.

Ora lo è un po’ meno (“Emily” ha scalato la classifica), ma dopo una sbornia di 20 era normale. Ma per un nome inventato da uno scrittore (come “Ombretta”, per esempio) non è un cattivo risultato.

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