La cattiveria della Juve contro il Napoli spettacolo: la serie A (per ora) è affare loro

Il campionato è già spaccato in due: le due rivali volano, le grandi tengono il passo a fatica, provinciali e neopromosse soccombono. Ci saranno tre campionati in uno: quello per il titolo, quello per la Champions, quello per non retrocedere. E saranno tutti incerti fino all’ultimo

Dries Mertens

Dries Mertens, la stella del Napoli capolista

FILIPPO MONTEFORTE / AFP

21 Settembre Set 2017 0800 21 settembre 2017 21 Settembre 2017 - 08:00

Percorso netto per Juventus e Napoli, cinque partite e cinque vittorie. Due partite difficili, vinte utilizzando caratteristiche differenti. La squadra di Allegri vince 1-0 con il gol di Mandzukic contro una Fiorentina in grande ripresa rispetto nelle ultime partite. La squadra di Pioli è riuscita a mettere in grande difficoltà i bianconeri che non sono sembrati per niente brillanti dal punto di vista del gioco di squadra ma anche da un punto di vista individuale. Ancora una volta una prova scialba da parte di Gonzalo Higuain ma per fortuna di Allegri è ottima la prova di Bentancur a centrocampo, bene anche Matuidi e il solito e infaticabile Mario Mandzukic che oltre al gol ha dato corsa, carisma e aggressività in campo. Che dedizione. E se la Juventus ha vinto di cattiveria, di carattere, di esperienza, il Napoli ha vinto da grande squadra. Il test contro la Lazio era un test dal livello europeo. Il primo tempo è stato a favore della squadra di Inzaghi grazie anche al gol di De Vrji ma poi gli infortuni e il grande ritmo impresso dal Napoli di Sarri ha messo in grossa difficoltà la Lazio che non è riuscita a rispondere alle bordate dei partenopei. Una nota di merito a un giocatore immenso, forse ce ne rendiamo sempre poco conto, come Dries Mertens. Il belga ha segnato uno dei suoi gol più spettacolari. Qualcuno lo ha già paragonato a Diego Armando Maradona per queste prodezze. Forse è un paragone esagerato ma sicuramente Mertens sta tirando fuori delle magie una giornata dopo l’altra.

Vincono anche Roma e Milan ma gli avversari erano tutto fuorché all’altezza delle due squadra che puntano all’Europa. Il Benevento ha deciso di suicidarsi sportivamente tenendo la linea della difesa alta e lasciando quasi sempre solo l’immarcabile Edin Dzeko che anche in questa giornata ha piazzato una doppietta e poi la squadra campana ha bucato la sua rete per due volte con due autogol, prima Lucioni e poi Venuti. Il Benevento tra Roma e Napoli ha subito 10 gol in due giornate. Pazzesco. Vince la squadra di Montella contro la Spal ma nonostante un avversario modesto il Milan, davanti ai suoi tifosi, non è riuscita a esprimere un gran gioco. Squadra staccata, reparti lontani, mentalità differenti. È vero la squadra è nuova ma passando alla cose formali, parafrasando il tormentone estivo di Fassone, il Milan sempre un gruppo di giocatori appiccicati sulla stessa lavagnetta tattica. C’è ancora tantissimo da lavorare soprattutto nella fase difensiva a cui, come disse Bonucci, devono partecipare tutti gli effettivi della squadra. Forse, il nuovo capitano del Milan lo disse per pararsi da colpe pronte a essere sparate addosso al difensore ex Juventus, ma comunque è un’affermazione tutt’altro che campata per aria. Il Milan, nonostante un ottimo quarto posto attuale, non riesce a giocare al meglio, non riesce a esprimere continuità di giocata e soprattutto non riesce a imprimere ritmi alti al gioco. Senza contare che la vittoria contro la Spal è arrivata grazie a due rigori, il primo segnato da Rodriguez e il secondo, molto dubbio, da Kessie.

Da questa giornata ho capito che la Juventus e il Napoli sanno affrontare le difficoltà e che anche quest’anno saranno loro a giocarsi lo scudetto

L’Atalanta lancia un chiaro segnale a tutta la Serie A: noi ci siamo anche quest’anno. Vittoria prepotente per 5-1 contro il Crotone. A dimostrazione che Gasperini continua a essere uno dei migliori allenatori della nostra Serie A. Il Torino si porta in quinta posizione, finisse oggi il campionato l’obiettivo dato da Cairo a Mihajlovic sarebbe pienamente raggiunto ma, purtroppo per i tifosi granata, mancano ancora 33 giornate e sono tante le squadre che possono lottare seriamente per arrivare in europa. Il Genoa gioca ancora una volta meglio dell’avversario e a un ritmo che per più di un’ora è qualcosa di imbarazzante per la squadra avversaria ma anche in questa giornata non riesce a portare a casa i tre punti.

Male l’Inter, che ha giocato l’anticipo del martedì, contro un super Bologna che recrimina sul rigore concesso all’Inter dall’arbitro e dal controllo del VAR. Mbaye inciampa e procura un visibile danno a Eder: rigore netto! Pareggio di Icardi che per fortuna si è tagliato i capelli da Sayan ma sembra non essere come Sansone, il vizio del gol rimane. La gara del Bologna è esemplare per approccio, carattere, fantasia, ritmo e prestazione. Verdi è l’orgoglio del gioco di Donadoni. L’ex giocatore di Milan e Empoli segna un gol stratosferico, che nemmeno Handanovic riesce ad arrivarci, e gioca e corre in maniera impeccabile per tutti i 90 minuti. Da questa giornata ho capito che la Juventus e il Napoli sanno affrontare le difficoltà e che anche quest’anno saranno loro a giocarsi lo scudetto. L’Inter ha rallentato ma rimane là in alto e la Spallettizzazione è ancora in corso. La Roma e il Milan stanno correndo ma finora quelle due davanti hanno un altro passo. Lazio e Torino possono sedersi al tavolo delle grandi ma attenzione a sottovalutare Atalanta, Sampdoria e Fiorentina. Mai darle per morte, vi stupiranno. Vi sta piacendo questo campionato che va a due velocità? Le prime 10 corrono veloci e lo faranno sempre di più, l’altra metà (soprattutto le ultime 4 o 5 squadre) andranno piano, molto piano. Sarà una grandissima guerra per non retrocedere.

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