La ripresa c’è ma gli italiani si vedono poveri come i greci

I dati parlano di una ripresa dei consumi e del Pil. Ma la maggior parte degli italiani mette ancora in cima l’occupazione alle proprie preoccupazioni. Pagnoncelli, Ipsos: «Distanza tra percezione e realtà». Intesa: +11% dei mutui per la casa nel 2017

Murales Napoli 2

Un murales tra le strade di Roma (GABRIEL BOUYS / AFP)

GABRIEL BOUYS / AFP

27 Settembre Set 2017 1400 27 settembre 2017 27 Settembre 2017 - 14:00
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Quando si chiede agli italiani se il peggio, per quanto riguarda l’economia, debba ancora venire o sia alle spalle, prevale ancora chi vede nero. Allo stesso modo, quando si chiede di dividersi tra ottimisti e pessimisti sulla propria condizione personale, i secondi sono di più. È quello che emerge dall’indagine “Il clima economico e sociale”, realizzata Ipsos e presentata in occasione di un evento di Intesa Sanpaolo, lo scorso 22 settembre. Un’indagine che, tuttavia, registra anche il progressivo accorciarsi della distanza tra pessimisti e ottimisti. «Ci sono dei segnali di ripresa nelle percezioni e vanno colti, dalle istituzioni politiche e finanziarie», commenta Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia.

Che la tendenza sia al miglioramento lo dice anche il dato diffuso dall’Istat oggi, mercoledì 27 settembre, sulla fiducia dei consumatori. L’indice è salito a 115,5 dal valore 111,2 precedente. In un solo mese, da agosto a settembre, l’indice sul clima economico percepito ha un boom da 129,3 a 143,9, mentre quello sul clima personale è rimasto piatto, a quota 106,5.

Che cosa è successo? Che dall’inizio della crisi è in atto uno «strabismo» dei dati, per dirla con Pagnoncelli. «Fino al 2013 il clima dei consumatori era superiore al clima economico», commenta. Vale a dire che le famiglie vedevano il proprio futuro migliore rispetto a quello di tutti gli altri italiani. L’atteggiamento era quello di “Io speriamo che me la cavo”. «Poi le cose sono cambiate e le linee si sono stabilmente invertite». Così il clima di relativa sfiducia rimane anche ora che ci sono dei dati oggettivi di ripresa economica. Il Pil è previsto attorno al +1,4-1,5%; nel secondo trimestre i consumi nella Gdo sono saliti del 4 per cento, un’accelerazione superiore a quella degli altri Paesi europei; si registra uno stop al calo dei prezzi delle case, con città come Milano che vedono un lieve aumento.

Fonte: Ipsos

Che l’ansia verso il futuro permanga lo dicono le risposte degli italiani alla domanda su quale sia la prima delle preoccupazioni avvertita a livello nazionale. L’occupazione e l’economia sono di gran lunga al primo posto (85% delle risposte), con un lieve calo rispetto agli anni precedenti e con una grande distanza rispetto alle preoccupazioni per il funzionamento delle istituzioni o per il welfare. Un discorso a parte va fatto per l’immigrazione, che registra una crescita esponenziale nelle preoccupazioni dei connazionali: nel 2012, ha ricordato Pagnoncelli, solo l’1% degli italiani la identificava come primo problema, dato che le ansie nazionali erano più legate all’economia. Nel 2013 la quota era salita al 3%, nel 2015 al 16% e oggi al 35 per cento. Anche le preoccupazioni circa la sicurezza hanno avuto un’impennata, nonostante i dati del Viminale parlino di un calo netto dei reati.

Il confronto più interessante è tuttavia quello con le preoccupazioni a livello locale. Quando la domanda è “Nella zona in cui lei vive quali sono i problemi?”, le risposte sull’economia e occupazione scendono al 48 per cento. Cosa vuol dire? «Se tutti i cittadini avessero una visione oggettiva o minimamente corrispondente alla realtà, non ci sarebbe una differenza tale tra dimensione nazionale e locale - risponde il presidente di Ipsos - . Questo la dice lunga sul fatto che in questi anni si sono dilatate le preoccupazioni». In altre parole, aggiunge, «questi giudizi sono più legati alle percezioni dei fenomeni, molto spesso c’è una distanza tra la percezione e la realtà».

Vale per l’immigrazione ma vale anche per i temi economici. «La maggioranza assoluta degli italiani dalla crisi greca in poi - aggiunge - è convinta che i nostri fondamentali economici siano paragonabili a quelli della Grecia, il 71% degli italiani ignora che siamo il secondo Paese manifatturiero d’Europa. Ci sono elementi che hanno influenzato questo clima. Per questo ritengo che vada seguita con molta attenzione questa fase, in cui c’è una piccola ma significativa ripresa di fiducia». Questa «visione fantasmatica dei temi nazionali», secondo il presidente di Ipsos, si riscontra anche con l’alta qualità della vita percepita nella propria zona dal 61% degli italiani.

Fonte: Ipsos

«La distanza tra le preoccupazioni a livello nazionale e locale la dice lunga sul fatto che in questi anni si sono dilatate le preoccupazioni. Non significa che non esista il problema. Ma questi giudizi sono più legati alle percezioni dei fenomeni, molto spesso c’è una distanza tra la percezione e la realtà. Vale per l’immigrazione ma vale anche per i temi economici»

Nando Pagnoncelli

Nel corso dell’incontro Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei territori di Intesa Sanpaolo, ha elencato alcuni dati che sembrano confermare la ripresa in corso. I mutui per le case concessi nei primi sette mesi del 2017 sono in crescita dell’11%, se si considera il dato depurato dalle surroghe (6 miliardi di euro). Nel 2016 il dato, sempre depurato dalle surroghe, è salito del 45% rispetto all’anno precedente. Quanto ai prestiti alle imprese, Barrese ha specificato che il dato complessivo dei finanziamenti nei primi sette mesi del 2017 è in linea con gli obiettivi di erogazione di 50 miliardi fissato all’inizio dell’anno.

Il dirigente della banca ha confermato che, come per le altre banche italiane, anche per Intesa la tendenza da anni è quella di un aumento dei crediti a medio-lungo termini, a discapito di quelli a breve. Questo è dovuto, ha spiegato, a due fattori: la maggiore liquidità di cui dispongono le imprese. E il finanziamento di investimenti legati all’Industria 4.0. Su questo fronte, ha aggiunto, «nei primi sei mesi dell’anno abbiamo erogato finanziamenti per oltre un miliardo, oltre 3mila soggetti sono già stati finanziati. Abbiamo una pipeline nell’ordine delle 7mila domande. Questo testimonia di come il Paese si stia riprendendo, più volte abbiamo detto negli anni passati che il grande problema italiano era il calo degli investimenti». Durante l’incontro sono stati presentati dei prodotti finanziari pensati per i giovani e una nuova campagna pubblicitaria, chiamata Sharingdreams.

Fonte: Ipsos

Fonte: Ipsos

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