Corbyn batte la May nei sondaggi, ed è l'ultimo highlander della (vera) sinistra

Mentre in Europa le sinistre crollano, il leader Labour supera i tories nei sondaggi e si candida a sostituire la premier Theresa May proponendo una “quarta rivoluzione industriale”: nazionalizzazione, lotta all'automazione università gratuite per tutti

Ben STANSALL AFP

Ben STANSALL AFP

28 Settembre Set 2017 1203 28 settembre 2017 28 Settembre 2017 - 12:03

In Europa la sinistra è morta o non sta molto bene. Nelle elezioni di quest'anno in Olanda e Francia, i laburisti e socialisti non hanno superato il 10%. In Germania e Spagna l'Spd e il Psoe hanno ottenuto il loro peggior risultato elettorale dal dopoguerra. In Grecia Alexis Tsipras, sulla carta il più a sinistra, sta attuando politiche di austerity per risollevare l'economia greca. L'ultimo, e unico, highlander della vera (?) sinistra non è scozzese e non ha il kilt, ma è di Chippenam e promette una quarta rivoluzione industriale.

Si chiama Jeremy Corbyn e potrebbe essere il prossimo premier del Regno Unito. Secondo un sondaggio dell’istituto Ipsos Mori, a quattro mesi dalle elezioni, il 44% degli inglesi voterebbe Labour, quattro punti in più dei conservatori al governo, frenati dai litigi interni su come portare avanti la Brexit.

E così Jeremy Corbyn, fino a due anni fa bollato come un dinosauro della politica pro Hamas e a favore dell’indipendentismo nordirlandese, non solo ha riportato il partito sopra il 40% (pur perdendo le elezioni di giugno), ma è ritenuto più credibile di Theresa May o del ministro degli Esteri Boris Johnson come capo di governo.

Sempre secondo il sondaggio Ipsos Mori, il 73% degli elettori Labour è contento dell’operato del segretario. “Siamo sulla soglia del potere” ha detto Corbyn lo scorso mercoledì a Brighton, durante il congresso annuale dei laburisti. Il segretario ha usato questo evento per raccogliere il consenso degli ultimi mesi e cristallizzarlo in una manifesto per i prossimi cinque anni: abbandonare la terza via di Blair e abbracciare la quarta rivoluzione industriale.

Il segretario sostiene che le sue idee, definite finora radicali, siano in realtà il “mainstream” politico. Tradotto: l’austerity dei conservatori e le crescenti disuguaglianze hanno spostato a sinistra l’elettorato che chiede più aiuto dello Stato. Insomma, la sinistra radicale è il nuovo centro.

Nazionalizzazione delle imprese strategiche come ferrovie, acqua e poste, controllo sugli affitti nelle grandi città, aumento delle tasse sulle imprese e sui più ricchi e università gratuite per tutti. Corbyn non vuole solo redistribuire la ricchezza, ma trasformare il sistema. Il segretario sostiene che le sue idee, definite finora radicali, siano in realtà il “mainstream” politico. Tradotto: l’austerity dei conservatori e le crescenti disuguaglianze hanno spostato a sinistra l’elettorato che chiede più aiuto dello Stato. Insomma, la sinistra radicale è il nuovo centro.

Nella sua quarta rivoluzione industriale c’è spazio anche per una pensiero luddista sui robot che rischiano di rubare il lavoro agli operai: “L’automazione è una minaccia nelle mani degli avidi ma è un’enorme opportunità se viene gestita nell’interesse della società” Per evitare che i vantaggi del progetto tecnologico siano monopolizzati dai pochi per il loro profitto, Corbyn pensa a una "tassa sui robot", cioè tassare le aziende che sostituiscono gli operai con delle macchine.

Corbyn guarda all'esperienza di Antonio Costa, il premier portoghese che dal 2015 guida un governo di minoranza socialista con l'appoggio esterno di due partiti di sinistra: il Partito comunista portoghese e il Bloco de Esquerda. Costa, figlio di un immigrato indiano, ha diminuito la disoccupazione e il deficit (il livello più basso degli ultimi 43 anni), senza applicare politiche di austerity.

Il congresso è servito anche per azzerare la minoranza del partito. Come Connor MacLeod, il protagonista di Highlander, Corbyn ha "tagliato le teste" dei figli politici di Tony Blair: solo il 30% dei delegati a Brighton non era della corrente del segretario. Pur avendo perso le elezioni di giugno il partito laburista ha superato la soglia del 40% dei voti e ha aumentato 30 seggi in Parlamento, recuperando il voto dei giovani. Fino a quando i numeri rimarranno così, nessun leader del vecchio "New Labour" oserà scalare il partito.

L'unico a opporsi, o almeno a cercare di modificare un aspetto della linea del segretario, è stato Sadiq Khan. Il sindaco di Londra è uno dei personaggi di spicco del partito e martedì ha chiesto a Corbyn di inserire nel manifesto laburista la promessa di indire un secondo referendum sulla Brexit. Corbyn finora, non si è sbilanciato, proprio per lasciare annaspare su questo tema i conservatori.

Gli Highlander sono immortali, ma non il loro futuro politico. A giugno ci sono state le elezioni e i conservatori, pur con una fragile maggioranza, non vogliono tornare al voto, almeno fino al 2022. In politica mai dire mai: i negoziati Brexit potrebbero rendere ancora più fragile la coalizione tra tories e il partito unionista nordirlandese, soprattutto quando si inizierà a parlare di confini con l’Irlanda. Ma il tempo passa e Corbyn rischia di rimanere sulla soglia del potere per i prossimi cinque anni.

Potrebbe interessarti anche