Chi ha tradito Anna Frank? Un agente dell’Fbi ha deciso di scoprirlo

La famiglia Frank, dopo essere rimasta nascosta per due anni, è stata scoperta dalla Gestapo e deportata nei campi di concentramento. Nessuno ha mai capito come abbiano fatto i tedeschi a trovarli. Adesso qualcuno cerca la risposta

BCN Anna Frank C
4 Ottobre Ott 2017 0800 04 ottobre 2017 4 Ottobre 2017 - 08:00

È la domanda che rimane in sottofondo. Quando si guarda alla vicenda, tragica e ignobile della famiglia di Anna Frank, per due anni nascosta in una casa ad Amsterdam, poi scoperta dai nazisti, deportata e uccisa, rimane un lato da capire: chi li ha traditi? Chi ha spifferato tutto alla polizia?

Nel tempo sono state date varie risposte. Otto Frank, il capofamiglia e unico sopravvissuto delle persone nascoste in quella casa, se la prende con Wilhelm van Maaren, uno dei lavoratori del magazzino – subito partono le indagini ma la polizia non trova nulla di significativo su di lui. Altri hanno pensato che, in realtà, nessuno abbia tradito nessuno e la scoperta sia avvenuta in modo casuale.

Non la pensa così Vince Pankoke, ex investigatore dell’FBI, ora in pensione, che ha deciso di riaprire il caso “È l’ultimo della mia vita, voglio risolverlo”. Insieme a lui ci sono 19 altre persone, compresi storici, archivisti e psicologi (per i profli). Per loro sono stati aperti gli archivi della Anna Frank House e, soprattutto, quelli della United States National Archives, dove sono stati raccolte caterve di documenti spedite dopo la guerra. Sono i rapporti e i registri delle operazioni della Sicherheitsdienst, cioè i servizi segreti tedeschi, che tenevano note accurate di tutti gli arresti e gli interrogatori che conducevano. Si pensava che quelle riguardanti la famiglia Frank fossero finite distrutte durante i bombardamenti. Forse non è così: “Ho trovato documenti che, a quanto mi avevano detto, non dovevano esistere più”. Sono scritti in tedesco burocratico, per cui “per decifrarli tutti ci vorrà un po’ di tempo”. Ma può essere che contengano la soluzione.

Intanto, non è stato tralasciato nulla. I ricercatori hanno inscenato (di nuovo) il momento dell’irruzione della Gestapo nell’appartamento, basandosi sulle cronache dell’epoca. Hanno anche lanciato un appello pubblico per chiunque possa avere un legame di qualsiasi genere con la vicenda di Anna Frank (un nonno, un parente, un vicino di casa). Più informazioni ci sono e meglio è. Del resto, non manca l’ausilio tecnologico: tutti i dati sono raccolti e studiati da un’azienda olandese, Xomnia, che per processare “i 25 chilometri di documenti raccolti” impiegherà anche l’intelligenza artificiale. Bisognerà stabilire cosa hanno fatto, nel corso degli anni, tutte le persone coinvolte nella vicenda. Scoprire se ci fossero agenti della Gestapo nei dintorni, per esempio. E capire, in ogni caso, dove vivessero. Una massa di dati pressoché infinita.

L’obiettivo, insomma, è capire come è andata. C’è una data entro cui la scoperta dovrà essere definita: il 4 agosto 2019, quando ricorrerà il 75esimo anniversario dell’arresto di Anna Frank. In quel giorno Vince Pankoke dovrà avere la soluzione: tradimento? Casualità? È l’ultima indagine della sua vita, forse però la più importante.

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