Avete sempre camminato nel modo sbagliato

L’uomo, per sua natura, dovrebbe procedere appoggiandosi sulle punte e non sul tallone. Una tecnica naturale, usata dai bambini, che salva lo scheletro e permette di coprire distanze più lunghe con meno fatica

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da Flickr, di Ari Bakker

6 Ottobre Ott 2017 0700 06 ottobre 2017 6 Ottobre 2017 - 07:00

L’uomo è fatto per danzare. Non è una metafora, è la realtà della nostra costituzione fisica. Fino a poco tempo fa, cioè fino a quando non sono state create delle scarpe di buona fattura, si camminava in modo molto prudente. Alla lettera, in punta di piedi.

È una scelta che, oggi, appare piuttosto buffa: camminano in questo modo le ballerine. Chi procede in quel modo, sembra farlo in modo artificioso. Senza contare che richiede anche un notevole sforzo fisico. Eppure anche i bambini, quando cominciano a camminare, fanno così. E anche nell’antichità e nel Medioevo facevano in quel modo.

Come dimostra questo video, il nostro attuale modo di camminare è dannoso, alla lunga, per tutto lo scheletro. Camminare sulle punte, più prudente e strano, è senza dubbio meno pesante. A lungo andare permette di coprire distanze più lunghe sentendo minore stanchezza. Se si pensa che, una volta, questa tecnica era adoperata anche per correre, si capisce come abbia fatto l’uomo, che oggi fatica a spostarsi dal divano al frigorifero, a raggiungere in pochi millenni tutti gli angoli della Terra.

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