I cinque errori più comuni nel proporsi alle aziende

Nella giungla degli stage e lavori sottopagati meglio non rovinare le già scarse possibilità con comportamenti e strategia fallimentari come mandare un curriculum generico a tante aziende, mettere tutti i destinatari in chiaro o fare uno stage a 30 anni (ma anche 25)

Ufficio Pc
6 Ottobre Ott 2017 1430 06 ottobre 2017 6 Ottobre 2017 - 14:30
Tendenze Online

È una giungla, là fuori. Poco lavoro, quasi tutto sottopagato; stage interminabili a cui si succedono altri stage interminabili; flessibilità solo in uscita. Lo sappiamo. E proprio per questo, con la stessa determinazione con cui chiediamo un mercato del lavoro meno invivibile, cerchiamo anche di non rovinare le nostre già scarse possibilità con comportamenti e strategie che ci inquadrano subito come “uno che non sa quello che fa”. Cosa che, a differenza di Gesù sulla croce, i datori di lavoro non perdonano.

  1. La mail con il curriculum, senza lettera di presentazione, con tutti i destinatari in chiaro.
    Sembra assurdo, e in tanti direte: eh, ma le basi. E invece è il 2017 e c’è ancora chi, per candidarsi a non si sa bene cosa, manda mail con un curriculum in allegato e venti mail in chiaro di aziende varie, spesso in concorrenza fra loro.

la prima reazione di chi vede la tua mail – soprattutto se lavora nelle risorse umane, ma anche e soprattutto se la mail è arrivata all’indirizzo di contatto di un profilo Instagram aziendale, per dire, ovvero: neanche la fatica di trovare quello giusto – è che non te ne frega niente di lavorare per nessuna delle aziende a cui hai mandato, di malavoglia, un curriculum che nessuno leggerà mai.

Sembra quasi un modo per lavarsi la coscienza: oh, io l’ho mandato, se non mi rispondono è colpa loro, mica mia. E invece no. Perché la prima reazione di chi vede la tua mail – soprattutto se lavora nelle risorse umane, ma anche e soprattutto se la mail è arrivata all’indirizzo di contatto di un profilo Instagram aziendale, per dire, ovvero: neanche la fatica di trovare quello giusto – è che non te ne frega niente di lavorare per nessuna delle aziende a cui hai mandato, di malavoglia, un curriculum che nessuno leggerà mai.


La strategia giusta è la seguente: indirizzo delle risorse umane (spesso puoi ottenerlo anche dai community manager che gestiscono le pagine pubbliche delle aziende); lettera di presentazione sintetica in cui spieghi perché ti piacerebbe lavorare per l’azienda in questione e cosa potresti portare; se ti candidi per uno stage, la tua formazione. Infine, in allegato, il curriculum. Semplice. Chiaro. Corretto.

Continua a leggere su Centodieci

Potrebbe interessarti anche