Quella vecchia marcia di nazisti americani che gli Usa vogliono dimenticare

Un grande rimosso collettivo: la marcia dei 20mila americani simpatizzanti del nazismo. Prese possesso di Madison Square Garden, controllati da migliaia di poliziotti e osteggiati da tantissimi manifestanti anti-nazisti. Un capitolo che si preferisce tenere chiuso nel cassetto

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19 Ottobre Ott 2017 1135 19 ottobre 2017 19 Ottobre 2017 - 11:35

Non facevano niente di male: esercitavano il loro diritto di parola. Fu così che, nel 1939, il sindaco di New York Fiorello LaGuardia, in accordo con la Commissione Ebraica Americana e la Commissione per le Libertà Civili, autorizzarono la sfilata del German American Bund, cioè la Pro-American Rally. Una manifestazione pacifica di nazisti americani. Proprio così: esistevano e non erano nemmeno pochissimi. Solo quel giorno, nella città di New York, si riunirono in 20mila sotto striscioni eloquenti: “Stop Jewish Domination of Christian Americans” o “Wake Up America: Smash Jewish Communism”.

Un pomeriggio di ordinario nazismo. La marcia, che ritorna alla memoria solo ora, cioè dopo le manifestazioni della cosiddetta Alt-Right e dei suprematisti bianchi, è stata sepolta da una coltre di amnesia per quasi 80 anni. Fu accompagnata da una fitta schiera di agenti, circa 1.500 poliziotti chiamati a impedire che il presidio venisse disturbato dagli anti-nazisti, che erano 100mila e li aspettavano poco distanti. Allora per queste cose erano più efficienti.

L’unico incidente, che è visibile anche in questo filmato raccolto dal regista e filmmaker Marshall Curry, avviene quando il giovane operaio ebreo Isidore Greenbaum, che era riuscito a infiltrarsi nella manifestazione, viene afferrato e pestato dal servizio d’ordine interno, l’Ordnungsdienst. A salvarlo sono proprio i poliziotti schierati dal sindaco.

Come spiega Curry in un’intervista, “questa manifestazione è sparita dalla nostra memoria collettiva di americani perché è sia spaventosa che imbarazzante. Ci racconta una storia che preferiamo dimenticare, cioè che quando il nazismo prese il potere in Germania in America non ci fu quella reazione dura e di rifiuto che sentiamo oggi”. Oltre alle persone che contrastarono il nazismo, purtroppo, ci fu anche “un gruppo, significativo, che dimostrò simpatia per il loro messaggio e, in generale, per l’anti-semitismo”.

Andò proprio così. Gli americani, forti della loro scarsa memoria e nutriti a suon di retorica post-bellica, si erano convinti di essere al sicuro da certe idee, tanto che ci scherzavano su, inventandosi categorie improbabili come i nazisti dell’Illinois. Invece i nazisti c’erano, eccome. E sfilavano a New York.

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