Con il Rosatellum si sa già chi vincerà le prossime elezioni: l’astensionismo

Sempre più italiani disertano le urne. Ma con il Rosatellum il trend rischia di peggiorare ulteriormente. Le liste bloccate, l’assenza di legami con il territorio, le pluricandidature e il rischio di grandi coalizioni sono tutti elementi che potrebbero spingere gli elettori più tiepidi a non votare

Franco Origlia/Getty Images
20 Ottobre Ott 2017 0830 20 ottobre 2017 20 Ottobre 2017 - 08:30

Siamo un paese di astensionisti. Elezione dopo elezione, il numero degli italiani che decidono di disertare le urne continua ad aumentare. Una tendenza preoccupante, che probabilmente neppure la nuova legge elettorale potrà fermare. Il tema è noto. Nel 2013, in Italia, la percentuale dei votanti è crollata al 75,2 per cento. Considerando le elezioni Politiche si tratta del dato più basso nella storia repubblicana. È un problema per la democrazia e per le nostre istituzioni, in crisi di legittimità e autorevolezza. Come se non bastasse, adesso il Rosatellum rischia di far crescere ulteriormente il fenomeno.

Nella legge elettorale c’è anzitutto un problema di coinvolgimento dei cittadini. Solo il 37 per cento dei parlamentari sarà scelto in collegi uninominali. A detta di molti, sono collegi troppo grandi per creare un legame tra eletti ed elettori. Ma soprattutto, sono troppo pochi. «Se l’obiettivo è quello di avvicinare eletti, candidati ed elettori - ha scritto Paolo Balduzzi su lavoce.info - nonché quello di valorizzare candidature locali e “dal basso”, la quota uninominale appare decisamente troppo esigua». La maggior parte dei seggi, invece, sarà assegnata con il metodo proporzionale, attraverso collegi plurinominali con liste bloccate. Il rischio è lo stesso del Porcellum. Gli eletti risponderanno a chi li vota o ai leader di partito che li hanno inseriti in lista? A scoraggiare molti elettori, poi, potrebbe essere il ritorno delle pluricandidature. Come prevede il Rosatellum, ogni candidato potrà presentarsi in un massimo di cinque collegi. In questo modo i capipartito e i loro fedelissimi potranno contare su un discreto numero di paracadute, conquistando il proprio seggio con ragionevole certezza. I cittadini, invece, saranno esautorati dalla possibilità di bocciare i candidati meno graditi. Ma soprattutto, e forse questa è la conseguenza peggiore, si allenterà ulteriormente il rapporto già debole tra i candidati e il territorio.

Siamo un paese di astensionisti. Elezione dopo elezione, il numero degli italiani che decidono di disertare le urne continua ad aumentare. Un fenomeno preoccupante, che probabilmente neppure la nuova legge elettorale potrà limitare

Parlando di astensionismo, è più difficile prevedere le conseguenze del discusso iter parlamentare della legge. L'approvazione del Rosatellum alla Camera è stata caratterizzata da lunghe polemiche. La decisione di forzare la mano e procedere con il voto di fiducia ha spinto i Cinque Stelle a convocare esasperate manifestazioni di piazza in difesa della democrazia. È evidente che ad essere danneggiata, ancora una volta, è stata la credibilità delle istituzioni. Da questo punto di vista non aiuta l’accelerazione imposta dal governo per limitare il dibattito parlamentare e aggirare i rischi dei voti segreti. Vero o falso, ormai una parte dell’elettorato è convinta che la legge elettorale sia stata approvata per danneggiare le opposizioni. Una norma finalizzata a colpire l’avversario più che a garantire un valido sistema di voto. E la crescente sfiducia nelle istituzioni, è chiaro, finirà solo per generare altro astensionismo.

Di certo gli italiani non saranno invogliati a votare dal meccanismo elettorale. Sulla scheda è concesso un solo voto. Scegliendo il candidato nel collegio uninominale si sceglie automaticamente la coalizione che lo sostiene. Il Rosatellum non prevede alcun voto disgiunto. Non sarà possibile, insomma, votare un partito al proporzionale e un candidato avversario all’uninominale. Per qualcuno è una semplificazione. Per altri si tratta di una limitazione della libertà di scelta degli elettori. Per non parlare delle coalizioni. Se il modello spinge i partiti ad allearsi, è anche vero che il giorno dopo le elezioni difficilmente qualcuno avrà i numeri per governare. Le coalizioni che si presenteranno al voto rischiano di sciogliersi in breve tempo. E l’unica possibilità di dare vita a un esecutivo stabile - è questa l’opinione di molti osservatori - sarà affidata alle larghe intese. Con buona pace della volontà degli elettori.

A scoraggiare molti elettori, poi, potrebbe essere il ritorno delle pluricandidature

Federico Fornaro è il vicepresidente dei senatori di Articolo 1-Mdp. Seppure di parte, è unanimemente considerato uno dei massimi esperti in materia elettorale. Il suo giudizio sul Rosatellum è impietoso. «Quando l’elettore capirà che tra candidati di collegio specchietto per le allodole, pluricandidature e finte coalizioni il suo voto sarà usato e manipolato a uso e consumo dei grandi partiti - dice - sarà invogliato a non andare a votare per protesta». Qualche tempo fa Fornaro ha scritto il saggio Fuga dalle urne. Un libro che racconta, con preoccupazione, il lungo crollo dell’affluenza in Italia. A sentire lui, il futuro non giustifica alcun ottimismo. «Con il Rosatellum aumenterà il rischio astensionismo: il vero tarlo che sta pericolosamente indebolendo le fondamenta della nostra democrazia».

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