Inflazione, tassi, vigilanza: cosa fanno le banche centrali (e perché sono indipendenti)

Mentre si dibatte sulla riconferma o meno Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia, ecco un ripasso delle funzioni delle banche centrali, fondamentali per la vita economica a tutti i livelli

Visco G7

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al G7 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali nel Sendai, Giappone, nel maggio 2016

KAZUHIRO NOGI / AFP

20 Ottobre Ott 2017 1445 20 ottobre 2017 20 Ottobre 2017 - 14:45
WebSim News

Cosa fanno le banche centrali? Se si volesse trovare una risposta in una frase sola, si dovrebbe dire che il loro scopo principale è regolare la politica monetaria, provando a raggiungere degli obiettivi prefissati dalla legge. Oggi, per esempio, i compiti della Banca Centrale Europea includono: la definizione e attuazione della politica monetaria per l’Eurozona, perseguendo un’inflazione vicina al 2 per cento; svolgere le operazioni sui cambi tra l’Euro e altre valute; detenere e gestire le riserve ufficiali dei paesi dell’area dell’Euro; promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento. Vediamo come si fa, in concreto, a manovrare queste leve e perché è importante che le banche centrali rimangano indipendenti dalla politica (in breve: per evitare che questa faccia delle scelte che avrebbero benefici solo nell’immediato e non nel lungo periodo).

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Il rapporto tra le banche centrali e i governi è molto complesso. Da una parte la banche centrali sono organi politici, che prendono delle decisioni fondamentali e che quindi devono avere una qualche responsabilità democratica nei confronti dei cittadini. Dall’altra c‘è un conflitto di interessi tra le banche centrali e i governi: questi ultimi potrebbero chiedere scelte che comportino benefici solo nell’immediato

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