Non sanno più cosa inventarsi contro Trump: al posto di Melania adesso userebbe una sosia

Nel generale impazzimento del fronte anti-Trump quest’ultima rappresenta una delle perle più splendenti. A metà tra il serio e il faceto, si basa su una deliberata distorsione, più che delle frasi del presidente Usa, della banale lingua inglese. E lui ne avrà solo vantaggi

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21 Ottobre Ott 2017 0745 21 ottobre 2017 21 Ottobre 2017 - 07:45

Visto che sono convinti che Donald Trump li abbia sconfitti con le fake news, gli anti-trumpiani hanno deciso di contrattaccare inventandosi altre fake news. Purtroppo, però, non sembrano molto capaci. L’ultima, in ordine di apparizione e di rilevanza, riguarda la First Lady: la Melania Trump che accompagna il marito nei suoi viaggi non sarebbe la vera Melania Trump. Bensì, un sosia.

L’idea è piuttosto recente. Secondo Andrea Wagner Barton, il primo a metterla in circolazione (almeno secondo quanto dice PaperMag), ci sono degli indizi molto promettenti. Il problema è che non lo sono per niente. Anzi, l’unica cosa che dimostrano è che molti americani, oltre a tante cose in generale, non capiscono nemmeno la loro lingua.

L’”illuminazione” nasce dal fatto che Donald Trump, incontrando i giornalisti insieme alla moglie Melania prima di partire dalla Casa Bianca per Beltsville, in Maryland, si sofferma a lodare l’impegno della moglie nei confronti degli abitanti colpiti dagli uragani, in particolare in Costa Rica. E dice: “My wife Melania, who happens to be right here...”. Questo, secondo arguti commentatori sarebbe un indizio chiaro: Trump sta cercando di far passare la sosia di Melania come la vera Melania. Altrimenti, che bisogno avrebbe di sottolineare che si trova al suo fianco? Domanda complessa, eppure la risposta è semplice. Voleva far notare la presenza della moglie per indicarne l’impegno personale nella questione. È inglese, mica arabo.

Non aiuta (questo lo concediamo) ad acquietare gli animi dei commentatori la mise della First Lady: indossa un grande cappottone, un paio di occhiali enormi e una pettinatura che sembra suggerire “una parrucca messa male”. Pura cattiveria, basta guardare il filmato nella sua interezza per levarsi ogni dubbio: è sempre la solita Melania. Eppure c’è chi ha trovato altre somiglianze:

Insomma, non riuscendo a colpire abbastanza Trump (o meglio, colpendolo benissimo ma senza fargli mai del male davvero), si sono concentrati su quello che sembra essere l’anello debole: la moglie (con buona pace della parità dei sessi e di tutta la retorica clintoniana che ormai non ricorda più nessuno). Già da tempo circolano teorie su presunti litigi tra i due coniugi, tenuti nascosti ma evidenti nel microlinguaggio dei corpi: Melania che rifiuta la mano di Trump, Melania che fa facce strane e si adombra (il giorno stesso della proclamazione a presidente). Adesso c’è un nuovo filone: Melania che non è Melania.

Qualche giorno prima, a fine settembre, Donald Trump aveva espresso, dopo una visita a Fort Myers, in Florida, tutta la sua solidarietà alla popolazione colpita dall’uragano. Accanto a lui, con un bel cappellino bianco, c’era Melania. “Vorrei ringraziare tutti, i primi soccorritori, da parte mia, del nostro vice-presidente – Melania ha davvero voluto essere con noi..”. Apriti cielo: secondo i commentatori, ormai analfabeti funzionali, Donald Trump si sarebbe dimenticato che Melania si trovava lì, al suo fianco, e ha ringraziato anche a nome suo. Una manifestazione di stupidità sua o, forse peggio, un lapsus. A indicare che quella che figura al suo fianco non sarebbe Melania, ma una sosia.

C’è da essere demoralizzati. È chiaro – e chiunque lo può capire – che Trump stesse solo sottolineando il fatto che anche la First Lady ha voluto essere lì con lui, toccata dalle immagini della tragedia, e che ha fatto lo sforzo di venire e vedere di persona. Una cosa ovvia. Eppure c’è chi, pur di attaccarlo, stravolge le minime regole della logica, elimina il buonsenso e, alla fine, fa solo il suo gioco.

Sono lontani, insomma, i tempi in cui erano i sostenitori di Trump a ricamare teorie complottistiche. Una di queste, molto simile, insinuava che Hillary Clinton usasse una sosia per sostituirla in alcune apparizioni pubbliche, dal momento che – sostenevano – soffrisse di qualche malattia invalidante. Tutto falso, tutto tendenzioso, come era ovvio. Però c’era una battaglia da combattere (le elezioni) e ogni colpo poteva servire. Rifarlo oggi, da un fronte opposto, con argomentazioni ancora più fumose, non fa più neanche ridere. Mette solo una grande tristezza.

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