"Studenti, volete dei soldi? Provate a chiederli a un sugardaddy"

È l’invito pubblicitario di un sito di incontri francese rivolto agli universitari di Parigi. Il camion promozionale, sostando di fronte agli istituti, si è fatto pubblicità. Ma le autorità si sono indignate

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26 Ottobre Ott 2017 1102 26 ottobre 2017 26 Ottobre 2017 - 11:02

Nuove Lotite cercansi. Il camion pubblicitario di RichMeetBeautiful.fr, un sito di incontri per ragazze e ragazzi giovani e belli e signore e signori attempati ma pieni di soldi da spendere, ha fatto discutere la stampa francese. Si è piazzato davanti all’uscita delle università di Parigi e ha attirato l’attenzione dei giornali – forse anche più di quella degli studenti.

La proposta è, come dire, indecente. Non avete prestiti d’onore? Vi servono soldi? Visto che anche in Francia la ricchezza è nelle mani degli anziani, la soluzione è, allora, farseli dare da loro. Ma non gratis, sia chiaro. Come spiega il sito, si tratterebbe di una “relazione mutualmente vantaggiosa, sia per l’uno che per l’altro”. In altre parole, invita gli studenti e le studentesse, per raggranellare qualche soldo, a prostituirsi. In cambio, i loro sugardaddy o sugarmommy li vizierebbero, con regali e regalini, giri in Ferrari e vacanze in barca. E qualche banconota in tasca.

Poca roba, dicono. “Argent de poche”, spiegano. Quanto basta per pagarsi le rette e rimborsare eventuali debiti. Ma l’ex deputato della République Sergio Coronado non ci sta, soprattutto dopo il lungo lavoro svolto per stendere una legge contro la prostituzione. “È una forma di prossenetismo”, dice al magazine Marianne. “Proprio il sito sottolinea che si tratta di uscire con una persona con la promessa di ricevere una remunerazione”. Al coro delle critiche si aggiunge Bruno Julliard, assistente del sindaco di Parigi con l’incarico alla cultura e alle relazioni con i quartieri. “Condanno con fermezza la presenza di quel camion pubblicitario abietto a Parigi”, dice. Se non se ne vanno si vedrà costretto a collaborare con le forze dell’ordine.

La stessa cosa era avvenuta, qualche settimana prima, a Bruxelles. A fine settembre di fronte alla ULB (Université Libre de Bruxelles) il camion aveva fatto capolino, ricordando a tutti che “un incontro con un sugardaddy/mommy” avrebbe senza dubbio “migliorato il loro stile di vita”. Anche in quel caso la reazione delle autorità è stata durissima, il camion ha sloggiato e si sta studiando se intentare una causa.

Una forma di pubblicità non etica, che travalica – nonostante il sito stesso si trovi in una posizione non proprio facile – le norme della professione, dicono da più parti. Nel frattempo, con il semplice noleggio di un camion e un paio di sortite nei posti giusti, hanno già fatto parlare di sé fino a scomodare persone importante. È anche questa pubblicità.

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