Pjanic costa poco e rende tanto (e la Juve non può più fare a meno di lui)

Pjanic è un fenomeno. Puntuale, ordinato, preciso. Il compagno di classe ideale. E se non c’è lui la Juve non vince

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30 Ottobre Ott 2017 0745 30 ottobre 2017 30 Ottobre 2017 - 07:45

Avete presente quel compagno di scuola sempre puntuale, ordinato, preciso. Ma si dai, quello che è sempre il primo della classe ma non uno di quegli un po’ stronzi che non passano i compiti o non suggeriscono alle interrogazioni no, non quel tipo. Piuttosto quelli che vorrebbero che tutti fossero bravi come lui. Basta stargli vicino, per un po’, e poi diventi bravo anche tu di fianco a lui. Ecco, presente adesso? Ecco, lui è Miralem Pjanic per la Juventus. In una giornata in cui bisognerebbe parlare di Gonzalo Higuain, per caparpietà, fame, dedizione e due gol pazzeschi contro il Milan, invece vi porto sul centrocampista bosniaco perché al mondo di giocatori come lui ne esistono davvero pochi. Pochissimo. Tanto che anche il signor Pep Guardiola si è interessato al giocatore con la maglia numero 5 della Juventus: solo un sondaggio, pare. Ma Marotta e Paratici non lo valutano, più che giustamente, meno di 60 milioni di euro. Per Allegri è diventato importante come Ambra Angiolini.

Pjanic è un giocatore incredibile arrivato lo scorso anno per soli, e si fatemelo ripetere “soli”, 32 milioni di euro. Che in un mercato matto come quello degli ultimi anni è davvero una sciocchezza. Soprattutto pensando che il Milan due anni fa prese Bertolacci a 20 milioni e l’Inter prese Joan Mario a 40. Insomma, 32 milioni per Pjanic è un investimento davvero pazzesco, che solo una squadra come la Juve poteva riuscire a fare.

L’ex Roma arriva a Torino ma Allegri non sa bene che cosa farci. Mezzala, trequartisti, regista. Cosa? Cos’è esattamente Pjanic? Lo scorso anno Miralem viveva un po’ la sindrome di Balto: “sa soltanto quello che non è!”. Poi arriva la svolta: per Pjanic ci vuole libertà. Dategli un pallone e lui saprà cosa farci. Non ha bisogno di essere rinchiusi in dettami estremamente tattici, Pjanic dev’essere libero di muoversi orizzontalmente per il campo e gestire gran parte dei palloni della Juventus, soprattutto andandoli a prendere dalla difesa come un Playmaker, ancor di più da quando Bonucci non fa più parte della rosa. Le vittorie della Juventus passano soprattutto dai suoi piedi ma ancora di più dalla sua mente.

Pjanic è un visionario del pallone. I passaggi filtranti, a saltare un intera zona di campo avversaria, sia alti che rasoterra, portano un vantaggio numerico nella zona in cui la Juventus va al tiro e spesso al gol. È il giocatore in attività che ha segnato più gol su punizione in Serie A, 13 ed è uno dei centrocampisti che compie più passaggi chiave. Significa che mediamente le carezze che fa al pallone il bosniaco diventano assist, gol oppure da un suo tocco, da cui nasce o si rifinisce l’azione, entra in qualche modo in rete. Un giocatore incredibile che sembra avere sempre la situazione sotto controllo. È calmo, assolutamente concentrato e sicuro delle proprie capacità. Per questo Guardiola lo ha puntato, per questo gioca nella Juventus, per questo è uno dei migliori centrocampisti centrali al mondo. Pjanic è un fenomeno. Puntuale, ordinato, preciso. Il compagno di classe ideale.

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