Terrore a New York: furgone su ciclisti e pedoni, 8 morti e 15 feriti

L’attentatore, Sayfullo Habibullaevic Saipov, di origini uzbeke è in stato di fermo in ospedale, in condizioni gravi. Sul suo furgone un biglietto: “Agisco nel nome dell’Isis”. Il poliziotto che l’ha fermato si trovava lì per caso

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DON EMMERT / AFP

1 Novembre Nov 2017 0021 01 novembre 2017 1 Novembre 2017 - 00:21

Otto morti e 15 feriti per un attacco terroristico a New York nel pomeriggio di martedì 31 ottobre.Un uomo ha guidato 20 isolati lungo un percorso ciclabile accanto al fiume Hudson a Lower Manhattan. Successivamente l’uomo ha schiantato il suo camioncino, ed è schizzato fuori, prima di essere stato colpito da un ufficiale di polizia, a quanto riferito dalle autorità.

Il conducente è stato ferito con un colpo all'addome ed è ricoverato in stato di fermo, in ospedale, in condizioni gravi: si tratta di un 29enne uzbeko di nome Sayfullo Habibullaevic Saipov, di origini uzbeke, negli Stati Uniti dal 2010 ed è in possesso di "Green Card", il permesso di residenza permanente. Abitava a Patterson, nel New Jersey, insieme alla moglie e a tre figli. La polizia lo ha neutralizzato a un chilometro dalla strage, mentre gridava "Allahu Akhbar".

La dinamica è chiara: a bordo del furgone - dove è stato poi trovato un documento attestante in cui Saipov dichiara di “agire nel nome dell'Isis”, in arabo - ha lasciato la West Street, la strada che costeggia l'Hudson, e ha percorso per oltre un chilometro, a tutta velocità, la pista cicilabile, investendo i ciclisti che incontrava sulla strada, terminando la sua corsa contro uno scuolabus. Sei persone sono morte investite, altre due hanno avuto un infarto e sono state dichiarate morte in ospedale. È dai tempi delle Torri Gemelle che New York non veniva attaccata da un terrorista.

L'eroe “per caso” della vicenda è stato il poliziotto Ryan Nash. “Per caso”, perché si è trovato involontariamente sul luogo della strage, avendorisposto a una chiamata in cui veniva denunciata una persona con disturbi fuori dal liceo Stuyvesant, una ragazza di 17enne che voleva suicidarsi. Nash era alla liceo alle 14,35 e dopo circa mezz'ora era fuori dal liceo dove Saipov aveva concluso contro uno scuolabus del liceo la sua corsa omicida. A quel punto Nash, malgrado Saipov brandisse due pistole - rivelatesi poi finte - gli ha ordinato di gettare le armi e di sdraiarsi a terra. Saipov ha invece continuato al sua fuga e Nash gli ha sparato all'addome.

Il sindaco Bill de Blasio ha dichiarato in una conferenza stampa, che «Sulla base delle informazioni che abbiamo in questo momento, si è trattato di atto terroristico, codardo e rivolto ai civili».

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